“Grazie alla nostra determinazione, in stretta collaborazione con il ministro Francesco Lollobrigida, nell’ultima riunione del COI (Comitato Consultivo Oleicolo Internazionale) che ho avuto l’onore di presiedere a Lisbona, siamo riusciti a portare a casa un grande risultato. In quella sede, infatti, è stata decisa la riduzione del limite degli steroli per le varietà Koroneiki e Nocellara del Belice, alle quali, su nostra richiesta, è stata aggiunta la Coratina. L’Italia ha fatto un grande gioco di squadra, così da ottenere l’inserimento della Coratina e una deroga senza limite di tempo ai precedenti parametri sugli steroli”.

È Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani e del COI, a illustrare i risultati ottenuti a Lisbona. Con le decisioni assunte in Portogallo, l’olio prodotto dalla cultivar Coratina rientra perfettamente e a pieno titolo nei parametri standard per essere giustamente classificato come olio extravergine d’oliva di alta qualità.
“Ringrazio Lollobrigida per la fattiva collaborazione”, aggiunge Sicolo, “e il mio ringraziamento va anche al ministro dell’Agricoltura del Portogallo per l’ospitalità e la piena disponibilità con cui ci ha accolto nell’ultima riunione”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente di Unapol, Tommaso Loiodice, che ha sottolineato l’importante gioco di squadra tra tutte le componenti della filiera e il Ministero per raggiungere tale risultato.
La questione legata agli steroli della Coratina – normalmente sotto i 1000 mg/kg e dunque inferiori al limite minimo previsto dalla legge per essere classificato come extravergine – andava avanti da lungo tempo. Come riportato da OlivoNews lo scorso inverno, la questione rischiava di subire un ennesimo rinvio, con la concessione di una autorizzazione temporanea, mentre Koroneiki e Nocellara del Belice – che pure presentavano gli stessi limiti per gli steroli – avevano ottenuto la riduzione del tetto minimo, forte dei risultati triennali che ne avevano certificato la naturale composizione chimica e organolettica. Oggi, finalmente, la notizia attesa, importante non tanto per vedersi riconosciute la sua genuinità e la sua qualità (già note), ma perché permette alla varietà più diffusa in Italia di poter circolare nei mercati internazionali come monovarietale senza più alcuna penalizzazione.

















