Ecco le rese in olio chi ha già molito a metà ottobre

In tre regioni già superate le 10 mila tonnellate di olive lavorate, ma tra queste non ci sono Puglia e Calabria che però già vantano le migliori rese. Tutti dati nella tabella
Economia
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A metà ottobre, il quadro della produzione olivicola italiana si presenta disomogeneo, caratterizzato da un avvio a velocità raddoppiata tra le diverse regioni della penisola.

Il dato complessivo registra 66.679 tonnellate di olive molite e un totale di 8.166 tonnellate di olio prodotto, con una resa media nazionale che si attesta al 12,25%.

I territori guida della prima fase

A trainare la lavorazione in questa prima parte della campagna sono tre sole regioni che hanno già superato la soglia simbolica delle 10 mila tonnellate di olive molite:

  • Toscana: si posiziona al vertice nazionale per quantità lavorate con 13.474 tonnellate di olive e 1.578 tonnellate di olio (resa dell’11,71%);
  • Sicilia: segue a brevissima distanza con 13.192 tonnellate di olive molite e 1.660 tonnellate di olio estratto (resa del 12,58%);
  • Abruzzo: completa il terzetto con 10.253 tonnellate di olive avviate ai frantoi e 1.215 tonnellate di olio prodotto (resa dell’11,85%).

Puglia e Calabria a rilento, ma con rese al top

Il dato che salta maggiormente all’occhio è l’avvio decisamente più cauto e al di sotto delle potenzialità nelle due regioni a più alta vocazione olivicola del Paese: Puglia e Calabria. La Puglia registra infatti appena 4.148 tonnellate di olive molite (617 t di olio), mentre la Calabria si attesta a 5.665 tonnellate (831 t di olio). Nonostante la partenza a rilento, entrambe le regioni mostrano prestazioni qualitative ed estrettive nettamente superiori alla media: la Puglia vanta una resa in olio del 14,87%, la Calabria raggiunge il 14,67%. Tali valori risultano superiori a tutte le altre regioni italiane, con l’unica eccezione della Liguria, che spunta una resa record del 16,82% (a fronte di 1.219 tonnellate molite).

Le ragioni del ritardo nel Mezzogiorno

Oltre ai fattori agronomici legati alla presenza di cultivar tradizionalmente più tardive e alla previsione di un anno di scarica dopo il record produttivo della precedente campagna, la lentezza con cui Puglia e Calabria stanno affrontando l’inizio della molitura risponde a dinamiche economiche complesse. Da un lato pesano le incertezze e le oscillazioni sulle quotazioni di mercato delle olive al momento del conferimento; dall’altro si fanno sentire le crescenti difficoltà finanziarie e di liquidità dei frantoi, che inducono gli operatori a una gestione prudente dei volumi da trasformare nelle primissime settimane della campagna.

Centro-Nord in ripresa: segnali di forte crescita

A completare il quadro della campagna olearia vi è l’andamento del Centro-Nord Italia, dove la produzione di quest’anno appare in netto e deciso aumento rispetto alla stagione precedente. L’avvio anticipato dei frantoi in regioni come Toscana, Lazio e Umbria e le quantità già trasformate confermano una ripresa importante dei volumi raccolti rispetto alle criticità e ai cali registrati nello scorso anno.

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Tags: Frantoio, in evidenza, olio di oliva, Olive, raccolta olive, regioni olivicole

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