Il mondo della ricerca scientifica conferma e certifica l’altissimo profilo delle innovazioni tecnologiche firmate Pieralisi. Una convalida ufficiale è arrivata in occasione del Pieralisi Day, ospitato a Palermo nel cuore dell’evento “L’Isola del Tesolio”, promosso dal noto imprenditore Manfredi Barbera. L’appuntamento ha offerto il palcoscenico ideale per la prima uscita pubblica di Andrea Pescatori, CEO di Ver Capital, il fondo italiano che ha acquisito una quota di maggioranza del 70% in Pieralisi (con il restante 30% saldamente condiviso dalla famiglia e da Green Arrow).
Pescatori ha tracciato le linee guida per il futuro, puntando a potenziare ulteriormente le tecnologie d’eccellenza nel comparto dell’olio d’oliva e ad aprire l’orizzonte verso nuovi mercati emergenti, oltre che nei tradizionali asset industriali della separazione, focalizzati sul settore alimentare e ambientale.

I medesimi concetti strategici sono stati ribaditi dal CEO e General Manager del Gruppo, Aldino Zeppelli, il quale ha rimarcato la ritrovata centralità di Pieralisi sia sul fronte dello sviluppo tecnologico sia nell’efficienza del service. Zeppelli ha posto l’accento sul solido clima di fiducia instaurato con i frantoiani, che continuano a riconoscere nel marchio jesino un punto di riferimento assoluto in termini di qualità e affidabilità, capace di anticipare le esigenze del mercato.
Al centro della kermesse si sono posizionate le innovazioni tecnologiche dell’azienda, al centro delle analisi e dei test condotti dai ricercatori universitari intervenuti.

La professoressa Agnese Taticchi, esponente del gruppo di ricerca dell’Università di Perugia guidato dal professor Maurizio Servili, ha illustrato i risultati d’eccellenza registrati dal frangitore multilama Pieralisi. Il cuore di questo rivoluzionario frangitore è rappresentato da un innovativo corpo battente multilama, progettato per assicurare una frangitura differenziata e mirata prevalentemente sulla buccia e sulla polpa delle olive. Tale meccanismo ottimizza l’attività enzimatica deputata alla generazione degli aromi tipici del fruttato, incrementando al contempo in modo sensibile la concentrazione dei composti fenolici nell’olio estratto. Le procedure di validazione scientifica, condotte in stretta collaborazione con l’ateneo perugino, hanno promosso a pieni voti la tecnologia. Sulla cultivar Frantoio, ad esempio, l’incremento dei composti fenolici totali ha toccato punte del 60% rispetto al tradizionale frangitore a martelli, superando in modo netto anche i riscontri dei coltelli. Nel caso della Nocellara Etnea, l’aumento fenolico si è attestato intorno al 40% rispetto ai martelli, eguagliando i risultati d’élite dei coltelli. Particolarmente favorevole è anche l’impatto sul profilo aromatico, con una spiccata valorizzazione dei composti volatili legati alle note erbacee fresche e floreali, la cui crescita media oscilla tra il 10% e il 20%. Restano invece del tutto stabili i parametri legali – acidità, numero di perossidi e costanti spettrofotometriche legate all’ossidazione – così come la resa estrattiva complessiva. Tale congegno, abbinato al sistema avanzato di raffreddamento della pasta d’oliva integrato nella struttura del frangitore, delinea un pacchetto tecnologico unico sul mercato.

Sotto una diversa ma complementare prospettiva, il professor Alessandro Leone dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” si è focalizzato sul monitoraggio e sull’autoregolazione dei processi estrattivi mediante una catena integrata di sensori e software dedicati. Leone ha rimarcato il valore strategico della sinergia scientifica tra l’ateneo barese e la Pieralisi, che ha consentito di testare sperimentalmente il decanter LINCE. Tra le peculiarità più rilevanti spicca la possibilità di eseguire regolazioni in tempo reale con l’impianto in piena funzione, agendo direttamente sul livello di uscita della fase acquosa e sui parametri operativi della coclea. Tale flessibilità costituisce un pilastro fondamentale verso l’autoregolazione informatica dei processi, permettendo al sistema di intervenire senza alcuna interruzione operativa. La sperimentazione, analizzando il comportamento della macchina al variare della portata, dei giri della coclea e del livello acquoso, ha evidenziato un’elevata elasticità operativa, confermando la capacità del decanter di garantire alti rendimenti di estrazione e di minimizzare le perdite di olio nelle sanse in qualsiasi condizione.
Presente il direttore della Divisione olio di oliva Emanuele Pascucci, che ha fatto un excursus della Pieralisi in Italia e nel mondo, si sono susseguite poi le relazioni dei tecnici Pieralisi, Sofia Luchetti, Roberto Bilò e, per la parte del service, di Domenico Occhiogrosso.



















