Germoplasma olivicolo calabrese: la pennulara

Un'Associazione per promuovere e valorizzare questa varietà
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Tra colline scoscese, rocce affioranti e una esposizione che mira dritta al mare si sviluppa il regno della pennulara. In linguaggio tecnico si potrebbe dire un micro-areale vocato alla coltivazione di questa nobile pianta: l’olivo! Un luogo ameno, in cui la mano dei monaci florensi ha saputo operare, coltivando sapientemente la varietà pennulara.

Secondo la tradizione contadina la pianta dell’olivo per crescere bene necessita delle cinque “S”: silenzio, siccità, solitudine, sole e sassi. E questo areale rispetto appieno tali regole!

L’olio d’oliva prodotto ha delle caratteristiche organolettiche e qualitative di pregio e la sua coltivazione, come tutti gli altri areali olivicoli calabresi, ha uno stretto legame con la storia e la tradizione dei luoghi in cui sono coltivati. Questa nobile varietà risale con molta probabilità ai tempi dell’attività florense legata all’abate-filosofo “di spirito profetico dotato” Gioacchino da Fiore intorno al 1200, la cui coltivazione si spinge fino ad una quota altimetrica di circa 700 s.l.m. tra i Comuni dell’altipiano silano della provincia di Cosenza e Crotone, fino a Castelsilano e San Giovanni in Fiore. La maggior parte degli impianti olivicoli si ritrovano nei Comuni di Caccuri e Cerenzia (e Comuni limitrofi), spingendosi anche nei territori arbëreshë di Pallagorio e Umbriatico.

Dal punto di vista qualitativo, la cv. pennulara ha un’alta percentuale di acido oleico che a volte supera l’80% già nella prima decade di ottobre e rimane costante nel tempo sia su drupe verdi che invaiate (Parlati et al. 2001). In merito al profilo sensoriale si riscontra un fruttato di intensità medio-alta di erba, intense sensazioni di carciofo, cardo e foglie di olivo. Buona fluidità in bocca, al gusto è equilibrato nell’amaro e piccante, di intensità medio alta.

Da poco è nata l’Associazione dei produttori della pennulara, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il territorio di coltivazione di tale varietà, nonché la promozione del prezioso oro verde che ne consegue. Alla presidenza è stato nominato Ernesto Scola, vice presidente Andrea Urso, a me l’onore del ruolo di direttore tecnico. Tra le istituzioni a tutela di tale iniziativa rientra il GAL Kroton, con il presidente Natale Carvello, che da tempo opera sul territorio provinciale e a cui la pennulara sta realmente a cuore. La partnership si completa con il Comune di Caccuri, il cui territorio è il più rappresentativo nella coltivazione della pennulara. Importante il lavoro di svariate aziende agricole che mirano a far conoscere il nome di questa pregiata varietà nel mondo, distinguendosi annualmente in premi di carattere internazionale e raggiungendo i mercati nazionali e esteri.

La pennulara, inoltre, è anche presente sotto forma di Presidio Slow Food degli Olivi secolari promuovendo il valore ambientale, paesaggistico, salutistico ed economico degli oliveti antichi di cultivar autoctone e raggruppa produttori che non adoperano fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici.

www.thomasvatrano.com

Bibliografia
Parlati M.V., Perri E., Rizzuti B., Pellegrino M. Caratterizzazione della cv. Pennulara o Nostrale di Caccuri: ecotipo interessante per le caratteristiche carpologiche e qualitative dell’olio.

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Tags: penullara, Thomas Vatrano

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