L’olio come prodotto culturale, la scommessa della Dop Umbria

Speciale "Anteprima" per rafforzare il legame con il territorio
Enti e Associazioni
Views: 485

di

“Olio come prodotto culturale. Più di un condimento, più di un alimento: perché in quei profumi e in quei sapori unici ed irripetibili è racchiusa l’identità di un territorio”.
Paolo Morbidoni, presidente dell’Associazione Strada dell’olio Evo Dop Umbria ha inteso così sintetizzare il messaggio a giornalisti, chef, ristoratori ed operatori di settore intervenuti ad una speciale “Anteprima” dedicata alla conoscenza e agli assaggi per conoscere la biodiversità, le cultivar ed il territorio di provenienza. “La vera rivoluzione culturale nel settore dell’olio – ha aggiunto – si compirà appieno soltanto quando questo prodotto uscirà definitivamente dall’ambito degli addetti ai lavori e diventerà un prodotto culturale legato all’atto edonistico del mangiare. Quando diventerà esperienza da vendere sul mercato turistico e patrimonio di conoscenza, di chi cerca una qualità nel cibo che sia anche sostenibile e salutistica. Anteprima Dop nasce proprio per spingere fino in fondo questa nuova stagione dell’olio”.
La splendida cittadina di Todi ha fatto da cornice a questo appuntamento in cui si è voluta presentare la nuova annata Dop Umbria che festeggia quest’anno i 25 anni dal suo riconoscimento ufficiale, la prima a dimensione regionale, suddivisa in cinque sottozone che, come ricordato da Angela Canale – capo panel e figura di riferimento dell’olivicoltura umbra – esprimono ciascuna una propria peculiare caratteristica sensoriale (Colli Amerini, Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli Orvietani, Colli del Trasimeno).
“L’olio – ha sottolineato al riguardo il vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura Roberto Morroni – caratterizza l’identità culturale e paesaggistica del nostro territorio. Abbiamo investito per avere frantoi all’avanguardia, per sviluppare un’unione di intenti tra i produttori e sviluppare la filiera corta. Quello che in pochissimi imprenditori illuminati, inizialmente, hanno avuto l’ardire di fare, cioè di trattare l’olio come un elemento culturale di traino per il territorio e per il turismo – ha aggiunto -, come amministrazione regionale abbiamo cercato di farlo fare anche al resto delle aziende olearie dell’Umbria, anche grazie allo studio di un disciplinare sull’oleoturismo, perché oltre alla produzione, questa è la nuova frontiera su cui puntare, rendendo i frantoi al pari delle cantine, dei luoghi di accoglienza. Queste ed altre sono le ragioni per cui oggi l’Umbria è da considerarsi un vero e proprio “laboratorio” ed incubatore per la promozione dell’olio e dell’oleoturismo”.
Circa 40.000 quintali di olio extravergine di oliva prodotti quest’anno, poco sotto la media malgrado le tante preoccupazioni legate a caldo e siccità. A raccontare le caratteristiche della campagna olearia, Federico Mariotti, key manager Certificazione 3A-PTA Parco Tecnologico Agroalimentare: una campagna che per la Dop Umbria è caratterizzata da un forte consolidamento e miglioramento rispetto alla precedente. I dati produttivi estrapolati dal SIAN evidenziano come le olive umbre molite e l’olio atto a divenire DOP Umbria, paragonato alla precedente campagna olearia, segna un + 66%. Alla data odierna sono stati effettuati 111 prelievi che hanno consentito la certificazione già di circa 300.000 litri di DOP Umbria; se si considera il fatto che nell’intera campagna olearia 2021 ne sono stati certificati 326.000, è ragionevole ipotizzare che verrà eguagliato il quantitativo della campagna olearia precedente con nove mesi di anticipo. Per quanto riguarda le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche degli oli della campagna 2022 si riscontra un miglioramento rispetto all’anno precedente per la parte chimica, oltre ad uno splendido equilibrio delle caratteristiche organolettiche in termini di fruttato, amaro e piccante. In particolare “come dato medio riscontrato, abbiamo i seguenti risultati: Ac. % 0,19; N.P. 3,9; PFT 543; Ac. Oleico% 74,3; colore verde, fruttato verde, Mfruttato 3,9; Mamaro 4,0, MPiccante 4,2”. In definitiva è ragionevole affermare che le peculiarità della campagna olearia 2022 rappresentano un elemento di grande attrattiva per il mercato, mercato che sottolinea un grande interesse per “l’oro verde” della regione, rappresentato dalla DOP Umbria.

Per maggiori informazioni: www.anteprimaoliodopumbria.it

Tags: Angela Canale, Dop Umbria, in evidenza

Potrebbe piacerti anche

Olio di oliva, le quotazioni settimanali: 10 febbraio 2023
Ammodernamento frantoi, l’Aifo lancia un grido d’allarme

Potresti leggere