Ictus, la scienza conferma: l’olio extravergine protegge il cervello

Bastano 20g al giorno di olio EVO per ridurre il rischio di ictus del 41%. I polifenoli difendono arterie e vasi cerebrali dallo stress ossidativo
Salute
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In Italia, ogni anno, si verificano circa 150.000-200.000 nuovi casi di ictus cerebrale, (fino a 185.000 eventi totali se si considerano anche le recidive) con un evento registrato, in media, ogni 4 minuti.

Le malattie cerebrovascolari sono la causa di oltre 54.000 decessi annui e solo il 25% dei sopravvissuti guarisce del tutto, mentre il 75% convive con una disabilità, spesso grave.

Tra le cause più frequenti abbiamo l’aterosclerosi per l’accumulo di placche di colesterolo nelle arterie che bloccano il flusso di sangue o generano frammenti che ostruiscono i vasi cerebrali; l’ipertensione arteriosa (indebolimento delle pareti vascolari, formazione di placche, perdita di elasticità delle arterie, aumento del carico di lavoro per il cuore, formazione di coaguli che possono ostruire i vasi cerebrali); la fibrillazione atriale (una aritmia cardiaca che favorisce la formazione di coaguli nel cuore, i quali possono spostarsi verso il cervello); l’età avanzata (sopra i 65 anni di età, il rischio aumenta, ad oltre i 2/3 dei casi), lo stile di vita [fumo, dieta ricca di sale, malattie metaboliche (nel diabete di tipo 2 il rischio di ictus è da 2 a 4 volte superiore rispetto alla popolazione generale)…] e la familiarità per patologie cardiovascolari.

Esistono due tipologie principali di ictus: l’ictus ischemico (il più comune circa 80%), che si verifica quando un vaso sanguigno, che porta sangue al cervello, si ostruisce a causa di un trombo o di un embolo, mentre l’ictus emorragico (meno comune) si verifica quando un vaso sanguigno nel cervello si rompe, causando un’emorragia.

L’olio extra vergine di oliva è da sempre considerato un alimento in grado di proteggere il nostro cuore e, più in generale, le nostre arterie.

Ma assumendolo possiamo proteggere anche il cervello?

Ad affermarlo è uno studio dei ricercatori francesi, pubblicato sulla rivista Neurology, l’organo ufficiale della American Academy of Neurology nel quale Cecilia Samieri e collaboratori, riferiscono che dai dati emerge che l’olio extra vergine d’oliva sarebbe in grado di prevenire l’ictus nelle persone anziane, rispetto a coloro che non hanno mai consumato, con un rischio di ictus inferiore del 41% (1).

In una meta-analisi che includeva tre studi di coorte, si è osservato che per ogni aumento di assunzione di 25 g di olio extra vergine d’oliva, il rischio relativo di ictus si è ridotto del 26% (2).

Coloro che consumavano le maggiori quantità di olio d’oliva EVO avevano un rischio di ictus inferiore del 41% (3) ed altri studi hanno riscontrato risultati simili (4).

L’olio EVO d’oliva abbassa il colesterolo LDL “cattivo” ed i trigliceridi, aumentando al contempo il colesterolo HDL “buono”. Inoltre diminuisce l’infiammazione in quanto i polifenoli, come l’idrossitirosolo, combattono i danni cellulari e prevengono la formazione di placche nelle arterie, di lipoproteine LDL ossidate (oxLDL). Infine i grassi monoinsaturi dell’olio, come l’acido oleico, migliorano la funzionalità dei vasi sanguigni e delle piastrine ed aiutano a regolare la pressione sanguigna.

Infine l’acido oleico, dell’olio EVO, aumenta l’apolipoproteina plasmatica (ApoA-IV) che ha un’azione antiaggregante piastrinica.

Ricordo che nel periodo post prandiale si determina, oltre un aumento dell’aggregabilità piastrinica ed una attivazione della cascata infiammatoria, anche un aumento del rischio trombotico determinato dall’attivazione del Fattore VII della coagulazione (si attiva tanto più quanto maggiore è la quota di acidi grassi saturi nella dieta) e un aumento dell’inibitore della fibrinolisi, quindi una maggior difficoltà a dissolvere un eventuale coagulo di fibrina da parte della plasmina.

Meng Xia e collaboratori (5) concludono dicendo che il consumo di olio EVO è inversamente correlato al rischio di malattie cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause.

Tali benefici sembrano essere ottenuti con un’assunzione di olio d’oliva di 20 g/giorno, come ha confermato Il Regolamento (UE) n. 432/2012 che autorizza l’indicazione in etichetta: «I polifenoli dell’olio di oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo». Il claim si applica solo agli oli che contengono almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati per 20 g di olio.

L’etichetta deve anche indicare che l’effetto benefico si ottiene con un’assunzione giornaliera di 20 g di olio d’oliva.

Riferimenti
  1. Samieri C. et al. Neurology . 2011;77(5):418-25.
  2. Extra Virgin Olive Oil Health and Nutrition Report olivewellnessinstitute.org
  3. 2. Martínez-González M.A. et al. Br J Nutr. 2014, 28; 112(2):248-59.
  4. 3. Samieri C. et al. Neurology. 2011, 2;77(5): 418-25.
  5. 4. Xia M. et al. Front Nutr. 2022, 18; 9: 1041203.

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Tags: in evidenza, olio e prevenzione, olio e salute, olio extravergine di oliva

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