Il riempimento in assenza d’ossigeno: soluzione giusta?

Quinti presenta le varie soluzioni di imbottigliamento
Le Aziende informano
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Almeno per quanto riguarda certi liquidi, la presenza di determinati livelli di ossigeno in bottiglia può rappresentare un problema non da poco durante e dopo il loro imbottigliamento. Per questo motivo la scelta del sistema di riempimento non è importante: è fondamentale!
Il momento del riempimento rappresenta una fase molto delicata del processo che porta alla bottiglia finita. L’utilizzo di un sistema piuttosto che di un altro può infatti incidere sul prodotto finito, che potrebbe perdere quelle caratteristiche organolettiche che lo distinguono da altri a causa di una scelta inadeguata.
Ma quali sono i sistemi di riempimento?
Gravità, isobarico, leggera pressione, depressione, alto vuoto sono fra i più comuni e conosciuti sistemi.
Alcuni specifici solo di certi liquidi, come quello in alto vuoto che è la scelta più indicata per l’olio, altri propri di liquidi tipo il vino, come quello a gravità, o nel caso di prodotti gasati il sistema isobarico. Volumetrico per prodotti viscosi e/o densi, tipo creme. Questa la linea in genere seguita dalla maggior parte dei costruttori.
Nello specifico il sistema in alto vuoto è in grado di approvvigionarsi direttamente da un apposito serbatoio polmone, senza l’ausilio di pompe. Quindi senza parti meccaniche in movimento che il prodotto deve attraversare. Se il vuoto è adeguatamente regolato e proporzionato ai condotti di trasferimento, il prodotto non subisce stress. Il sistema a gravità è quello immediatamente più semplice, sia da attuare sia da comprendere. In genere si utilizza soltanto per prodotti fermi che hanno caratteristiche di densità e viscosità paragonabili all’acqua. Utilizzato per i giusti prodotti ha la massima resa in termini di costi/benefici. Alcuni tipi di prodotti si possono trattare con più di un sistema; ovviamente per prodotti gasati, parlando di bottiglie e non di lattine, l’unica soluzione è l’isobarico. Così per prodotti che avendo una densità molto elevata l’unica soluzione è quella volumetrica.
C’è un sistema migliore dell’altro?
Ovviamente la risposta non può essere una sola, in quanto può divergere a seconda del tipo di liquido che vogliamo trattare, ma anche a seconda del risultato che vogliamo ottenere, oltre che dalla filosofia che abbiamo scelto di seguire. Ad esempio nel caso della birra il riempimento cambia in base al tipo di fermentazione che vogliamo fare, per cui risulta da efficace a ottimo un sistema a gravità per le birre rifermentate in bottiglia, quello isobarico quando il processo è concluso a monte e quindi si deve imbottigliare un liquido gasato. Il sistema a gravità, può, se le condizioni lo richiedono, essere implementato con sistemi di vuoto e iniezione gas, così che sia possibile una regolazione dell’ossigeno necessario al processo di rifermentazione.
Come funziona e quali vantaggi ha il riempimento isobarico di Quinti?
La valvola di riempimento (detto anche rubinetto) è composta da due stadi: uno controlla il flusso del prodotto, l’altro controlla il flusso del gas tra la bottiglia e la campana. I due stadi sono indipendenti tra di loro, così che si possano aprire o chiudere indipendentemente.
Si ottengono così due risultati; spreco di prodotto pari a zero e precisione dei livelli.
In questo articolo abbiamo parlato di sistemi di riempimento, facendo un breve excursus sulle varie tipologie esistenti e fornendo delle piccole indicazioni sul loro funzionamento oltre che sulla loro destinazione. Si comprende che un sistema migliore dell’altro non esiste, ma esso deve essere scelto in base non solo al liquido da imbottigliare, ma anche tenendo conto di altri fattori, con la consapevolezza che la scelta può incidere sul risultato.

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