Nel 2026 il mercato dei crediti di carbonio non è più una teoria, ma una realtà raggiungibile. Non si tratta però di facili redditi, il carbon farming è un’integrazione economica possibile, ma richiede competenze tecniche e capacità di affrontare barriere operative e contrattuali tutt’altro che banali.
L’idea di fondo è semplice, l’olivicoltore può valorizzare la capacità dell’olivo e del suolo di sequestrare anidride carbonica. Un credito di carbonio, pari a una tonnellata di CO₂, nel 2026 ha un valore di mercato stimato tra i 30 e i 50 euro. In un oliveto ben gestito questo può tradursi in un’entrata aggiuntiva, ma è bene chiarirlo subito, non è denaro automatico, è il corrispettivo di un servizio ambientale che deve essere misurato, certificato e contrattualizzato.
Dal punto di vista giuridico, i crediti di carbonio sono beni immateriali economicamente valutabili e cedibili tramite contratto, esistono solo se inseriti in un progetto certificato e regolato da accordi di durata, spesso pluriennali. Il carbonio, quindi, non si “vende dal campo”, ma attraverso un impegno contrattuale preciso.
La sfida tecnica è l’uso di fertilizzanti minerali, in particolare l’urea, che comporta emissioni di protossido di azoto (N₂O), un gas climalterante con un potenziale circa 300 volte superiore alla CO₂.
In termini pratici, una concimazione convenzionale può annullare fino al 20–25% dei crediti di carbonio generati, così, passare a matrici organiche, compost o biochar, non è soltanto una scelta ambientale ma diventa una scelta economica. Ridurre le emissioni indirette significa difendere il valore dei crediti prodotti e rendere sostenibile l’intero progetto.
Agronomia e burocrazia
Uno dei timori più diffusi è che il carbon farming imponga l’abbandono delle buone pratiche agronomiche. In realtà non è così, ma serve precisione. La ripuntatura del terreno, ad esempio, a una profondità di 15–20 cm può essere effettuata per rompere il compattamento del suolo, purché avvenga nel momento corretto e sia seguita da un rapido inerbimento.
Il rischio sta negli errori: una lavorazione profonda o mal programmata accelera l’ossidazione della sostanza organica e libera CO2, cancellando in pochi giorni i crediti accumulati in mesi. Qui emerge la vera difficoltà, l’olivicoltore non è più solo un produttore, ma diventa anche un gestore di dati agronomici.
La barriera all’ingresso
Il punto più critico resta l’accesso al mercato: un’azienda agricola, da sola, non può vendere crediti di carbonio, è necessario aderire a società di aggregazione o carbon broker, che si occupano di misurazione, certificazione e vendita dei crediti alle imprese interessate. Questo passaggio ha un costo, come le analisi iniziali del suolo, poi strumenti digitali di monitoraggio e, talvolta, una quota di ingresso al progetto.
A questo s’aggiunge che l’intermediario trattiene mediamente il 20–30% del valore dei crediti. Poi c’è il rischio d’impresa, i contratti durano 5–10 anni e il mancato rispetto dei protocolli può portare alla mancata validazione dei crediti, senza compensazioni.
Quanto si guadagna
Le cifre che seguono sono stime per il 2026, basate su prezzi medi dei crediti e già al netto delle principali trattenute.
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Oliveto |
Sequestro netto |
Reddito netto |
| Tradizionale |
1,50 – 2,50 t |
40 – 70 € |
| Intensivo |
3,00 – 4,00 t |
80 – 120 € |
| Superintensivo |
2,00 – 3,00 t |
60 – 100 € |
Al momento, l’oliveto intensivo risulta il modello più compatibile con il carbon farming, mentre il superintensivo richiede una gestione rigorosa per evitare che le emissioni annullino i benefici.
Conclusione
Il carbon farming non è una rendita facile: è un’opportunità. Non si guadagna tanto per ettaro, si guadagna se si è costanti, tracciabili e disciplinati. L’olivicoltore del futuro non coltiva solo alberi, gestisce un ecosistema, dati agronomici e impegni di lungo periodo.
Il vero valore non è il credito di carbonio in sé, ma la capacità di dimostrare, anno dopo anno, ciò che accade davvero nel campo.
Direttore AIPO
Associazione Interregionale
Produttori Olivicoli


















