“Centoventimila bottiglie di olio sequestrate nel mondo della grande distribuzione potrebbero apparire un granello. Ma è un segnale. Un segnale che le cose sono cambiate. Un segnale che il modello dei controlli è più puntuale”.
Davide Granieri, presidente di Unaprol, proprio in un’intervista di un mese fa a OlivoNews aveva denunciato apertamente: “Sette bottiglie su dieci con etichetta extravergine vendute al supermercato, in realtà extravergine non sono!”

Presidente Granieri, l’appello è stato raccolto dunque?
“Merito della campagna di controlli straordinaria avviata dal Ministero dell’Agricoltura, con una cabina di regia dove tutti i soggetti deputati a verifiche hanno lavorato insieme per un medesimo obiettivo”.
Quale effetto può avere questo sequestro?
“Innanzitutto c’è da ricordare che sono cambiate le regole. La nuova legge sui reati agroalimentari, perché di reato agroalimentare si tratta, è molto più severa, con sanzioni che, in caso di recidiva, vanno commisurate al fatturato. Non più una semplice ammenda, ma sanzioni davvero pesanti. E questo è un avviso ben chiaro. Poi c’è un ragionamento più ampio su cui soffermarsi”.
E quale sarebbe?
“So per certo che il ministro Lollobrigida aveva avvisato la grande distribuzione che ci sarebbero stati controlli serrati sull’autenticità dell’extravergine. E io credo che, allo stesso tempo, chi detiene l’80% del mercato dell’olio imbottigliato non possa non conoscere le problematiche e le difficoltà che vive il settore olivicolo oleario. Se per ragioni di consuetudine per almeno 25 anni si è andati avanti in questo modo, è ora di capire che le cose sono cambiate e che questo sequestro può essere l’inizio di qualcosa di più imponente. I supermercati abituati a vendere olio non conforme, con la responsabilità di mettere in ginocchio gli olivicoltori, ora saranno più attenti”.
E così potrebbero finalmente sparire le offerte a 3,99 euro che mortificano il settore?
“Sono inaccettabili! Se continuiamo a pensare che extravergine e prezzo basso possano andare d’accordo, siamo fuori strada. Se si vuole vendere un prodotto per ogni tasca, non può essere extravergine. La Gdo lo deve capire, il mercato va regolarizzato”.
Dunque torniamo di nuovo ai controlli…
“L’introduzione della bolla elettronica delle olive permette di poter definire il sistema dei controlli italiano il più avanzato nel mondo. Ed è un bene. Il settore ha bisogno di verità, quelle verità che sono state nascoste. Il comporsi di certe norme sta portando a scoprire nuove verità Nel decreto del ColtivaItalia sono poi contenuti altri strumenti come l’utilizzo della risonanza magnetica, del dna, della mappatura isotopica per controlli più puntuali. Credo che possiamo dire che si apre una nuova pagina a tutela della produzione italiana”.
A proposito di produzione, nell’intervista di un mese fa aveva fatto accenno anche alla necessità di posticipare il TPA, vale a dire l’ingresso in Italia di olio extracomunitario senza dazi, in particolare tunisino, almeno fino a maggio giugno dell’anno successivo. Come siamo messi su questo fronte?
“Una richiesta che abbiamo fatto da tempo al Ministero. So per certo che la procedura è iniziata. È sì un problema europeo, ma poi il nulla osta è su indicazione ministeriale. Dunque confido che rinviare l’arrivo di olio senza dazi possa essere posticipato. Anche perché, con l’aria che tira, non credo che nessuno sia disposto a pensare il contrario”.




























