“Vi racconto come funziona il drone che raccoglie le olive”

Diana Zagarella, CEO di OlivAir, spiega come è nato il progetto
Tecnica e Ricerca
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Ha suscitato grande interesse la notizia che OlivAir – una start up impegnata nella creazione di un drone di grandi dimensioni, elettrico che rivoluziona la raccolta delle olive, facendole cadere grazie al vento prodotto dalle eliche – sia stata selezionata tra i 100 progetti di ricerca per il Prototypes for Humanity di Dubai, la piattaforma-vetrina internazionale dedicata alle soluzioni più innovative.
L’Olivo News, fedele al suo ruolo di quotidiano digitale di riferimento del settore olivicolo-oleario, non poteva non approfondire l’argomento. E per farlo si è rivolto direttamente al CEO di OlivAir, Diana Zagarella, che ha creato la start up insieme a Giacomo Longaroni e Dario Marroccu (nella foto), a cui si è aggiunto poi Alberto Zagarella, analista finanziario.
Un drone che rivoluziona la raccolta delle olive, facendole cadere grazie al vento prodotto dalle eliche. Come è nata l’idea?
“La mia famiglia ha in Calabria un uliveto da generazioni. E l’arrivo dei venti forti è sempre stato considerato un allarme che spingeva a procedere rapidamente alla raccolta, per evitare di perdere le olive. Mi sono domandata: e se il problema fosse la soluzione? Se il produttore potesse controllare il vento? Gli studi di ingegneria aeronautica ed i preziosi stimoli del prof. Umberto Iemma dell’Università Roma Tre hanno portato il nostro team ad immaginare un grande drone come un potente generatore mobile di vento”.
Ci parli di questo drone.
“Innanzitutto, una premessa: il drone è in fase di pieno sviluppo, stiamo effettuando ulteriori prove per creare il prototipo finale. Di fatto il progetto prevede l’utilizzo del vento indotto di un’elica per scuotere i rami e agevolare la caduta delle olive. In questa campagna abbiamo effettuato alcuni test di validazione in un oliveto nel Lazio con risultati promettenti, ancorché l’elica sia stata posta in una impalcatura fissa. L’obiettivo, come detto, è creare un prototipo per la prossima campagna, rafforzando nei prossimi mesi la sperimentazione su altri alberi da frutto, essendo ormai praticamente terminata la raccolta delle olive. Ma le sue caratteristiche tecniche sono già ben definite: un quadricottero con un diametro di 2,5 metri, cioè un drone grande e potente che permette di provocare la giusta vibrazione sui rami semplicemente volandoci sopra ed attorno. E l’idea è già stata brevettata”.
Quali vantaggi potrà garantire sul piano pratico?
“Permette di migliorare l’efficienza della raccolta a più livelli: diminuisce la quantità di olive che restano sulla pianta rispetto alla normale raccolta, perché il vento consente di scuotere in maniera agile e efficace qualsiasi tipo di chioma ed anche perché è possibile intervenire su terreni ad oggi impraticabili, per pendenza o per morfologia, con i macchinari che agiscono da terra. Non solo: aumenta la qualità complessiva del raccolto poiché diamo la possibilità di calibrare il vento modificando la distanza del drone dagli olivi, permettendo di far staccare solo le olive al grado di maturazione richiesto. Inoltre, riducendo drasticamente il tempo totale di raccolta, le proprietà organolettiche dell’ultima drupa caduta in terra saranno approssimativamente uguali a quelle della prima: sarà insomma possibile avere un raccolto maturo al punto giusto e omogeneo”.
Tempi ridotti si traducono anche in vantaggi economici. Li avete stimati?
“Abbiamo stimato che il drone garantisce un tempo tre volte più veloce rispetto a quello impiegato da trattori con scuotitori meccanici. Questo si traduce in una sensibile riduzione sui costi di manodopera, considerando anche che il lavoro manuale dovrà limitarsi alla sola stesura delle reti a terra e alla loro raccolta. La combinazione di questi fattori può portare a un incremento dei ricavi che può arrivare fino al 40%. Un altro aspetto che ci sta molto a cuore è anche la riduzione dell’impatto ambientale legato alla fase di raccolta, poiché il drone è elettrico, a differenza degli attuali macchinari alimentati a benzina, e non agisce direttamente sul tronco degli ulivi, evitando lesioni alla corteccia che rendono gli alberi più vulnerabili ad agenti esterni”.
La notizia della vostra selezione a Dubai ha trovato ampia eco sui social. Riscontri oggettivi?
“Sì, in tanti ci hanno chiamato per ricevere ulteriori informazioni, c’è chi si è anche reso disponibile ad entrare a far parte del progetto. Insomma, grandi aspettative, che vogliamo concretizzare dalla prossima campagna: l’idea di business è quella dell’affitto del drone con pilota, perché ovviamente per macchinari di questo tipo è necessario avere una specifica patente. Ma siamo una start up che non vuole smettere di innovare e siamo sempre curiosi ed attenti per trovare ulteriori soluzioni utili al mondo dell’olivicoltura”.
Per saperne di più www.olivair.eu

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