La gestione fitosanitaria dell’oliveto moderno richiede una conoscenza profonda della biologia dei parassiti per anticiparne le dinamiche di popolazione. Un esempio emblematico è rappresentato dalla tignola dell’olivo (Prays oleae): la tignola inizia già ad aprile in modo invisibile, ma è proprio a maggio che questa fase precoce determina la pressione della generazione carpofaga.
Tradizionalmente, l’attenzione dei tecnici si concentra sui mesi estivi, quando il danno sulle drupe diventa evidente e irreversibile. Tuttavia, la sostenibilità economica e ambientale della difesa integrata (IPM) impone un cambio di paradigma. Comprendere i movimenti del fitofago nelle prime fasi primaverili è l’unico modo per pianificare strategie efficaci, sfruttando al meglio le innovazioni terapeutiche e normative che ridefiniscono gli scenari operativi.
Il quadro regolatorio per la difesa dell’olivo si è arricchito di una novità significativa. Con il Decreto del Ministero della Salute del 4 febbraio 2026, il formulato insetticida Exirel® (a base di cyantraniliprole, 100 g/L, formulazione suspo-emulsione – SE), sviluppato da FMC Agro Italia, ha ottenuto un’importante estensione d’impiego.
L’aggiornamento consente oggi di intervenire su un insieme più ampio di fitofagi chiave, che interessano sia la parte vegetativa sia quella produttiva della pianta:
• Tignola dell’olivo (Prays oleae)
• Sputacchina media (Philaenus spumarius)
• Margaronia (Palpita unionalis)
• Cotonello (Euphyllura olivina)
• Tignola rodiscorza (Euzophera pinguis)
• Cecidomia fogliare (Dasineura oleae)
L’allargamento di etichetta rende Exirel® uno strumento più flessibile e multi-target, capace di adattarsi alla reale complessità dell’oliveto moderno.
Cyantraniliprole (IRAC 28): efficacia e nuovo meccanismo d’azione
Dal punto di vista biochimico, il principio attivo cyantraniliprole appartiene alla classe chimica delle diammidi antraniliche, catalogata nel Gruppo IRAC 28 (modulatori dei recettori rianodinici).

L’insetto bersaglio, dopo l’ingestione o il contatto con la sostanza attiva, cessa di alimentarsi nel giro di poche ore. Questo garantisce un’immediata protezione dei tessuti vegetali, anche se la mortalità subentra successivamente.
L’inserimento di una diamide nei programmi di Difesa Integrata Volontaria (SQNPI) e nei disciplinari di produzione integrata regionali richiede il rigido rispetto delle strategie antiresistenza. La riduzione delle sostanze attive disponibili sul mercato aumenta il rischio che i fitofagi sviluppino popolazioni resistenti. Per preservare l’efficacia di cyantraniliprole, l’etichetta e le linee guida IRAC stabiliscono regole precise.
Prays oleae – l’attacco invisibile
Per comprendere il reale valore tecnico di questa estensione d’etichetta, è necessario analizzare il ciclo biologico della tignola dell’olivo (Prays oleae), lepidottero che compie tre generazioni all’anno, strettamente sincronizzate con la fenologia della pianta.

All’inizio della primavera, l’oliveto ospita le larve della generazione antofaga (fiorale). In questo momento, l’attacco è letteralmente invisibile a un esame superficiale:
• Le giovani larve svernano all’interno delle foglie (fase minatrice).
• Ad aprile fuoriescono dalle mine fogliari per alimentarsi sulla pagina inferiore della foglia, producendo piccole erosioni superficiali.
• Il danno alla chioma è trascurabile e i sintomi visivi sono minimi, portando spesso i produttori a sottostimare la reale densità di popolazione del fitofago nell’oliveto.
Transizione verso mignole e perché è la fase che “costruisce” la carpofaga
Con l’innalzamento delle temperature e lo sviluppo delle infiorescenze (fase di mignolatura, BBCH 53-55), le larve abbandonano le foglie per spostarsi sui racemi fiorali. Qui, ogni singola larva tesse fili di seta e aggrega i boccioli fiorali, distruggendone un numero elevato per completare il proprio sviluppo.
La criticità agronomica risiede nel fatto che la popolazione che si sviluppa a maggio sui fiori determina l’entità del danno estivo. Gli adulti sfarfallati dalle mignole deporranno le uova direttamente sul calice delle piccole drupe appena allegate (giugno). Di conseguenza, un’alta densità di popolazione a maggio costruisce la base biologica per una forte pressione della generazione carpofaga, le cui larve penetreranno nel nocciolo causando la successiva cascola estiva e autunnale delle olive.
Monitoraggio e soglie: cosa dicono i disciplinari
Nonostante l’importanza della fase primaverile, i disciplinari di produzione integrata regionali adottano una linea di prudenza per salvaguardare l’entomofauna utile (come l’antocoride Anthocoris nemoralis o i parassitoidi dell’ordine degli imenotteri):
• Fase di mignolatura (primavera): i disciplinari generalmente non prevedono trattamenti insetticidi chimici in questa fase, limitando le azioni al monitoraggio tramite trappole a feromoni per seguire la curva di volo degli adulti. L’olivo possiede un’elevata capacità di compensazione naturale: la perdita di una quota significativa di fiori (fino al 60-70%) non pregiudica la resa finale, poiché solo una piccola percentuale dei fiori allega a frutto.
• Intervento sulla generazione carpofaga: l’azione terapeutica con insetticidi di sintesi viene posizionata all’inizio della generazione carpofaga (giugno-luglio), al picco di sfarfallamento o alle prime ovideposizioni sulle drupe. Le soglie di intervento variano in base alla destinazione del prodotto:
◦ Olive da olio: soglia di intervento identificata al raggiungimento del 10-15% di uova vive sulle drupe campionate.
◦ Olive da mensa: soglia abbassata al 2-5% di uova vive, a causa del severo deprezzamento commerciale causato da qualsiasi difetto estetico o danno interno al frutto.
Il posizionamento di Exirel® contro Prays oleae deve quindi rispettare questa tempistica, intervenendo nel momento di massima suscettibilità della generazione bersaglio e in accordo con le finestre stabilite dai tecnici locali.
Oltre la tignola: gestione integrata dei fitofagi
Uno degli aspetti più interessanti dell’estensione di etichetta è la gestione contemporanea di più fitofagi.
In particolare:
• Margaronia → danni su foglia, spesso confusa con tignola
• Cotonello → disturbi alla vegetazione e alle infiorescenze
• Cecidomia fogliare → attacchi alle mignole difficili da distinguere















