Prezzo delle olive raddoppiato, il “boomerang” sull’olio pugliese

I frantoiani di Puglia: "Commesso un errore strategico, ora cambio di rotta: nuova OP, ricerca di mercati esteri e stoccaggio per difendere la filiera"
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Aver assecondato il mondo agricolo, accettando negli ultimi due anni di pagare le olive fino al doppio del loro prezzo, è stato un errore strategico. Lo riconosce l’Associazione Frantoiani di Puglia (AFP) che oggi evidenzia come quella scelta che avrebbe dovuto valorizzare il lavoro dei produttori, si è in realtà trasformata in un drammatico “boomerang”: il costo della materia prima è esploso, trascinando verso l’alto anche il prezzo dell’olio extravergine. Risultato: un progressivo allontanamento dei consumatori e, soprattutto, la perdita di clienti storici, a vantaggio di concorrenti stranieri, in particolare Spagna e Tunisia, diventate alternative più competitive sui mercati dove il prezzo rappresenta un fattore decisivo

L’analisi è emersa nel consiglio di amministrazione convocato con urgenza nel pieno del Ferragosto dal presidente Stefano Caroli per affrontare una crisi che non riguarda soltanto la prossima campagna olearia, ma la competitività dell’intera filiera regionale.

Al centro della riunione anche le contestate circolari del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e Fprestale, sulla miscelazione degli oli che finiscono per penalizzare solo i produttori italiani – pugliesi in particolare –  giudicate dall’associazione fonte di «grave confusione e distorsione» per il lavoro quotidiano dei frantoiani.

Una situazione generale, insomma, dove il rischio non è soltanto quello di vendere meno, ma quello di perdere posizioni commerciali conquistate in anni di lavoro e di lasciare spazio alla concorrenza proprio mentre l’olio pugliese continua a puntare sull’eccellenza qualitativa.

La svolta dei frantoiani

Il consiglio di amministrazione di AFP Puglia

Di fronte a questo scenario, il consiglio di amministrazione dell’Associazione Frantoiani di Puglia ha scelto una linea di discontinuità, approvando all’unanimità un piano articolato su tre direttrici.

La prima è la conquista di nuovi mercati. AFP annuncia una campagna commerciale immediata e aggressiva per individuare nuovi clienti e nuovi sbocchi, anche internazionali, con l’obiettivo di compensare la perdita di parte della domanda tradizionale.

La seconda partita riguarda la nascita di una nuova Organizzazione di Produttori (OP). L’obiettivo è coinvolgere direttamente i fornitori dei soci AFP e costruire uno strumento capace di organizzare meglio la filiera, garantendo ai produttori il ritiro delle olive a condizioni ritenute sostenibili.

È il tentativo di ricucire una frattura che il caro-materia prima ha contribuito ad accentuare: da una parte gli agricoltori, alle prese con la necessità di remunerare adeguatamente il prodotto; dall’altra i frantoiani e il mercato, chiamati a confrontarsi con prezzi finali sempre più difficili da sostenere.

La terza leva è lo stoccaggio della produzione di altissima qualità. I frantoi associati continueranno a puntare su extravergini di assoluta eccellenza, conservando il prodotto in condizioni di sicurezza e scegliendo il momento più favorevole per immetterlo sul mercato e individuare gli acquirenti più remunerativi.

Una strategia che punta quindi non soltanto a produrre, ma a decidere quando e a chi vendere, riducendo la pressione dettata dall’urgenza di collocare il prodotto.

Il nodo resta il prezzo

La sfida, però, è tutt’altro che risolta. Il raddoppio del prezzo delle olive ha evidenziato una fragilità strutturale: quando l’aumento della materia prima si trasferisce integralmente sul prodotto finito, il rischio è che il consumatore scelga un’alternativa più economica. Per una regione che ha fatto dell’olio extravergine un patrimonio economico, produttivo e identitario, la perdita di quote di mercato può trasformarsi in un problema di sistema.

«Non possiamo restare a guardare mentre il nostro patrimonio economico e culturale viene eroso», è il messaggio lanciato dal consiglio di AFP al termine della riunione. La nuova OP e una gestione centralizzata dello stoccaggio rappresentano, nelle intenzioni dell’associazione, gli strumenti per proteggere la filiera pugliese e provare a riconquistare i mercati perduti.

La vera partita, però, sarà trovare un equilibrio tra il giusto prezzo riconosciuto agli olivicoltori e un prezzo finale che il consumatore sia ancora disposto a pagare. È su questo equilibrio che si giocherà il futuro dell’olio pugliese.

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Tags: frantoiani, in evidenza, olio di oliva, olio pugliese, olivicoltori. olive, Puglia

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