Olio di oliva, parte subito male il confronto con la Gdo

Al Ministero del Made in Italy chiusura dei rappresentanti della grande distribuzione per azioni che rafforzino l'extravergine 100% italiano. Ma Orgoglio Olivicolo non demorde
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Partito decisamente male il confronto con la grande distribuzione organizzata per riuscire ad ottenere una migliore valorizzazione a scaffale dell’olio extravergine di oliva italiano. Lo segnala Orgoglio Olivicolo dando conto dell’incontro tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) dove erano stati convocati i colossi della distribuzione per verificare la fattibilità di iniziative che potessero offrire ai consumatori la capacità di distinguere fin da subito se un olio è stato prodotto nel nostro paese o è proveniente da oltre confine.

«Stigmatizziamo con forza l’atteggiamento di preventiva chiusura che ha caratterizzato i rappresentanti della Grande Distribuzione Organizzata al tavolo di crisi» si legge in una nota, con la quale si evidenzia come i rappresentanti della GDO «non sono parsi particolarmente favorevoli ad azioni che rafforzino la tutela dei consumatori rispetto a qualità e salubrità dei prodotti e che migliorino la visibilità e la possibilità di scegliere produzioni 100% italiane certificate».

Di fronte a questa fase di stallo, l’attenzione di Orgoglio Olivicolo si sposta sulle istituzioni e sul ruolo chiave del Mimit. L’obiettivo primario è  quello di trasformare il dialogo in uno strumento operativo e costante. Per questo motivo, la filiera ritiene indispensabile «l’istituzione presso il Mimit di un tavolo permanente di confronto con la GDO che programmi azioni concrete ed immediate a tutela dell’olio 100% italiano: un tavolo che dovrebbe partire subito».

Al contempo, gli operatori guardano con fiducia all’azione dell’esecutivo per definire strumenti di sostegno economico e strutturale. In particolare, si fa appello alla «capacità di mediazione del ministro Lollobrigida sulla procedura di ammasso privato», richiesta ritenuta fondamentale per riequilibrare il mercato, insieme alla necessità di «specificare e approfondire nel dettaglio le modalità di attuazione della procedura dell’asta per gli indigenti».

Soltanto in quest’ottica di tutela concreta del comparto si inserisce il fermo no di Orgoglio Olivicolo verso qualsiasi condizionamento esterno. Olivicoltori, soci delle cooperative e frantoiani vengono infatti invitati a «non farsi strumentalizzare per battaglie di fazioni politiche pro e contro il Governo oppure in schieramenti strumentali a favore o contro gli autotrasportatori».

Pur ribadendo rispetto per le altre rivendicazioni sociali ed economiche nel Paese, la piattaforma rivendica la specificità della propria vertenza, che richiede una posizione chiara e trasparente. «Siamo uniti, liberi e autonomi e tali vogliamo e dobbiamo restare», conclude il movimento, confermando che la battaglia per restituire attenzione, dignità ed equità a un settore simbolo del Made in Italy proseguirà senza esitazioni.

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Tags: Gdo, in evidenza, scaffale

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