Responsabilità, valorizzazione, concretezza ed unità. Sono le quattro parole chiave che hanno contraddistinto l’intervento “deciso e sentito” del FOOI – Filiera Olivicola Olearia Italiana nell’incontro avuto al Ministero del Made in Italy con i rappresentanti della grande distribuzione organizzata ed il resto delle organizzazioni olivicolo-olearie.
La responsabilità invocata a tutta la filiera per la salvaguardia del patrimonio olivicolo italiano; la valorizzazione dell’olio extra vergine 100% italiano ; la concretezza delle proposte formulate; l’unità di tutta la filiera, nessuno escluso, nell’attuare le proposte condivise.

“Per rispondere concretamente alla situazione di crisi che sta vivendo il settore olivicolo italiano – si legge in una nota a firma del presidente Tommaso Loiodice – l’interprofessione italiana dell’olio d’oliva (FOOI) ha proposto alcune linee di intervento da attuarsi con progetti operativi sia sul mercato nazionale che su quello internazionale.
Nel ringraziare il MIMIT per aver coordinato l’incontro odierno, ribadiamo la richiesta di un tavolo permanente di confronto con la GDO, l’ultimo anello della filiera senza la quale non è possibile valorizzare a scaffale il prodotto italiano.
Le proposte per il mercato interno sono l’istituzione della Settimana dell’Olio Italiano supportata da una comunicazione istituzionale, la maggior visibilità dell’olio italiano a scaffale con l’ausilio di strumenti di comunicazione sulla bottiglia (coccarda o collarino), l’eliminazione dell’olio di oliva dall’elenco dei prodotti traffic builder (civetta) ed il bando delle vendite sottocosto.
Per il mercato internazionale serve invece un Piano strategico pluriennale per la promozione e la comunicazione sui mercati esteri, una campagna immediata negli USA ed in Germania ed il coinvolgimento del mondo della ristorazione italiana all’estero, rafforzando così il valore del riconoscimento UNESCO della Cucina Italiana.
Pur non negando una scarsa adesione dimostrata dalla GDO – conclude Loiodice – il FOOI ritiene che le forze non vadano disperse e insiste nello stimolare tutte le parti coinvolte a collaborare almeno in un’azione concreta ed immediata, confidando nel ruolo determinante del MIMIT e del MASAF”.



















