Il termine per registrare le operazioni di carico e scarico di olive e olio nell’apposito registro telematico da parte dei frantoi non sarà più di 6 giorni, ma scende a 3 come indicato dal Ministero dell’Agricoltura.
Durante la Conferenza Stato-Regioni, che pure all’ordine del giorno aveva come proposta il ripristino dei 6 giorni, si è fatto il passo indietro e alla fine è stata condivisa una sorta di mediazione: sì alla riduzione a 3 giorni, ma 3 giorni lavorativi (e dunque esclusi i festivi). Per il Documento di accompagnamento olivicolo (Dao), invece, resta la deroga per tutte quelle movimentazioni all’interno dei 40 chilometri.
La proposta del Ministero e la mediazione

Il provvedimento al centro del dibattito era quello che puntava a modificare il decreto ministeriale del 23 dicembre 2013, il testo che detta le linee guida nazionali per l’applicazione dei regolamenti europei sulle caratteristiche degli oli d’oliva e degli oli di sansa d’oliva, nonché sui relativi metodi di controllo e tracciabilità.
Tra le pieghe della bozza di aggiornamento, il Ministero aveva inserito una modifica restrittiva: la riduzione della finestra temporale a soli tre giorni per l’adempimento delle registrazioni. Una misura pensata per stringere le maglie dei controlli antifrode, ma che rischia di tradursi in una pressione insostenibile per le micro e piccole imprese, specialmente durante i picchi della campagna olearia.
L’intesa della Conferenza Stato-Regioni

Il confronto in Conferenza Stato-Regioni ha portato a un aggiustamento, ma di portata probabilmente minima. La proposta finale approvata, infatti, fissa il termine a 3 giorni lavorativi, introducendo la distinzione che fa salve le giornate festive e dunque dà un supporto nei fine settimana.
L’annuncio non è ancora ufficiale. Lo schema di questo Decreto ministeriale non era iscritto all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni, ma era stato portato come “fuori sacco”, per cui non è stato dato alle Regioni il resoconto ufficiale, ma solo la comunicazione di “sancita intesa”. Il resoconto puntuale sarà dunque messo a disposizione nella prossima Conferenza Stato Regioni convocata per il 12 novembre, ma più verosimilmente sarà noto a tutti con il decreto del Ministro Lollobrigida che sarà firmato certamente prima.
Resta confermata, viceversa, la decisione sul Documento di accompagnamento olivicolo: la misura non si applica qualora la movimentazione delle olive o dell’olio avvenga entro un raggio di 40 chilometri. Questa deroga territoriale permette di snellire la burocrazia per i filiera corta e per i trasferimenti locali a chilometro zero, concentrando i controlli e i vincoli più stringenti sulle movimentazioni su scala più ampia.
FOA Italia: “Mazzata contro i piccoli frantoi”
Immediata la protesta dei frantoiani che avevano insistito per mantenere i sei giorni “Inascoltato l’appello di FOA Italia e delle Regioni, il taglio a tre giorni per le annotazioni minaccia di paralizzare i frantoi italiani” tuona l’associazione che aggiunge: “Una stretta burocratica ingiustificata, calata dall’alto a campagna olearia già in corso, che rischia di mettere in ginocchio l’operatività delle micro e piccole imprese del comparto olivicolo-oleario nazionale”
Per scongiurare l’inasprimento, FOA Italia (Frantoi Oleari Associati), per voce del presidente Michele Librandi, era intervenuta con fermezza lo scorso 19 ottobre indirizzando una richiesta urgente direttamente al Ministro Francesco Lollobrigida (oltre che al Sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra e al Capo di Gabinetto Raffaele Borriello).
Una iniziativa, ricorda FOA Italia che non era rimasta isolata, ma aveva raccolto la convergenza di tutti i rappresentanti delle altre associazioni regionali dei frantoiani. Lo stesso giorno, il documento con le medesime istanze era stato trasmesso a tutti gli Assessori regionali all’Agricoltura in vista della riunione della Conferenza Stato-Regioni fissata per il 22 ottobre.
“La mobilitazione – ricorda FOA Italia – ha portato le Regioni a esprimersi attraverso una risoluzione non vincolante volta a tutelare gli operatori. Tuttavia, il segnale politico proveniente dai territori non ha sortito gli effetti sperati al Ministero: la linea della rigidità è rimasta intatta”.
Come evidenziato da FOA Italia, il tessuto produttivo nazionale è composto per oltre l’80% da micro-imprese e aziende a conduzione familiare. Nei mesi cruciali tra ottobre e dicembre, il personale è interamente assorbito dalle operazioni di raccolta, conferimento e molitura a ciclo continuo. Imporre una finestra perentoria di sole 72 ore per consolidare i dati sul portale telematico significa ignorare la realtà materiale del lavoro nei frantoi, che non dispongono di uffici amministrativi dedicati né di turnazioni serali.
“A rendere la misura ancor più incomprensibile – ricorda FOA Italia – è la sua totale inutilità tecnica ai fini dei controlli antifrode. Lo stesso Schema di Decreto introduce infatti l’obbligatorietà del Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo (DAO), validato preventivamente sul portale SIAN per ogni singola movimentazione di olive o olio sfuso. Con il DAO, la merce è già tracciata e blindata in tempo reale ancor prima di lasciare il campo o lo stabilimento, rendendo immediatamente noti i volumi all’ICQRF”.
Il vero effetto di questa norma, conclude l’associazione, sarà dunque un’esplosione del rischio sanzionatorio. A causa dei ritmi lavorativi estenuanti della campagna olearia, l’errore formale o il lieve ritardo diventeranno matematici. Poiché l’istituto della diffida (ex art. 1, comma 3 del D.L. 91/2014) consente di sanare unicamente la prima violazione formale, dal secondo ritardo – anche di poche ore – scatteranno inesorabilmente verbali e sanzioni. Il registro telematico cessa così di essere un argine contro le frodi per trasformarsi in uno strumento punitivo contro gli operatori onesti.


















