Nessun albero può produrre frutti attingendo all’infinito alle proprie riserve senza un adeguato reintegro.
Durante la fase che va dall’indurimento del nocciolo fino alla completa maturazione delle drupe, la pianta mobilita ingenti quantità di energia, carboidrati e nutrienti accumulati nei tessuti legnosi e nell’apparato radicale.
Se queste riserve non vengono reintegrate, il rischio è quello di compromettere la differenziazione delle gemme a fiore e accentuare il fenomeno dell’alternanza di produzione.
La campagna 2026, caratterizzata da raccolte generalmente soddisfacenti e da oli di elevata qualità, rende particolarmente importante la gestione del post-raccolta. Dove la pianta ha prodotto molto, ha inevitabilmente esportato importanti quantità di potassio, fosforo, magnesio e microelementi attraverso le olive raccolte.
In queste situazioni l’obiettivo della nutrizione autunnale non è stimolare nuova vegetazione, ma aiutare l’olivo a ricostituire il proprio patrimonio di riserva.
In questa fase assumono particolare interesse elementi come zinco e boro, coinvolti nei processi di differenziazione delle gemme e nella futura fertilità della pianta, mentre il potassio rimane fondamentale per il ripristino dell’equilibrio fisiologico e per la gestione delle riserve accumulate nei tessuti permanenti.
Occorre inoltre considerare che la raccolta meccanizzata, pur essendo oggi indispensabile per la sostenibilità economica dell’olivicoltura, sottopone la pianta a un inevitabile stress fisico. Le vibrazioni degli scuotitori e l’azione degli abbacchiatori producono microferite diffuse che diventano potenziali punti d’ingresso per agenti patogeni come Occhio di pavone, Piombatura e Rogna dell’olivo. Per questo motivo il periodo immediatamente successivo alla raccolta rappresenta anche un momento strategico per la protezione fitosanitaria.
L’impiego di formulati rameici, associati quando opportuno a prodotti biostimolanti e a formulazioni contenenti microelementi, contribuisce a favorire la cicatrizzazione dei tessuti e a rafforzare la risposta fisiologica dell’olivo prima dell’ingresso nel riposo invernale.
La moderna gestione dell’oliveto non può quindi limitarsi alla restituzione di nutrienti. L’obiettivo è accompagnare la pianta verso l’inverno nelle migliori condizioni possibili, preservando l’efficienza fotosintetica delle foglie ancora attive, sostenendo l’attività radicale autunnale e favorendo l’accumulo delle riserve che alimenteranno la ripresa vegetativa primaverile. In altre parole, il post-raccolta non è la coda della campagna appena conclusa, ma il primo investimento sulla raccolta dell’anno successivo.
Le soluzioni FCP Cerea per la gestione del post-raccolta
Per tradurre in pratica queste strategie di reintegro nutrizionale e protezione immunitaria, FCP Cerea ha sviluppato una linea di specialità mirate per la fase di post-raccolta dell’olivo, capaci di agire sia per via fogliare sia a livello radicale.
Trattamento fogliare: protezione see nutrizione delle gemme
Subito dopo il passaggio degli scuotitori o degli abbacchiatori, è fondamentale intervenire per vie fogliare per favorire la cicatrizzazione e stimolare la pianta, si consiglia l’abbinamento di:
Nano.T® Cu / Cu Bio (alla dose di 2,5-3 l/ha): un nutriente brevettato da Cerea FCP, basato su nanoparticelle di rame ad altissima efficienza e ridotto dosaggio. Garantisce una copertura fogliare omogenea, cura le carenze latenti e previene i danni fisiologici e meccanici causati dalla raccolta, attivando i meccanismi di autodifesa.
BiZzar (alla dose di 2-3 l/ha): formulato specifico a base di zinco e boro per nutrire i tessuti e promuovere la corretta differenziazione delle gemme a fiore per l’anno successivo.
Nutrizione al terreno:
il ripristino delle riserve
Per rigenerare la fertilità del suolo e garantire un rilascio costante delle sostanze nutritive durante l’attività radicale autunnale, si consiglia l’applicazione al suolo di Olivo 12.6.6 (alla dose di 300 kg/ha): concime organo-minerale complesso contenente carbonio organico.
La sua frazione azotata a cessione graduale nutre la pianta in modo costante, mentre la presenza di boro e acidi umici ottimizza la traslocazione degli elementi verso i tessuti di riserva.

















