Olivicoltura, le regole d’impiego del caolino in oliveto

Una guida pratica su dosaggi precisi, corretta preparazione e verifica delle compatibilità di questo corroborante
Tecnica
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La gestione dello stress termico e delle idrorepellenze in oliveto si conferma una priorità fondamentale per questa estate caratterizzata da alte temperature e improvvise ondate di maltempo che favoriscono umidità.

In questo contesto, come noto, l’impiego del caolino rappresenta una risorsa preziosa per proteggere la pianta dell’olivo ed i suoi frutti dalle ustioni solari e dall’eccessiva traspirazione, oltre a favorire un’azione di disturbo alla mosca delle olive. Olivonews ha già affrontato in maniera approfondita i benefici del caolino in olivicoltura: la sua natura, i risultati di ricerche specifiche, la sua sicurezza.

Per garantire la massima efficacia protettiva durante la finestra critica di fine luglio, è tuttavia essenziale attenersi a precise linee guida operative che regolano i dosaggi, le modalità d’impiego e le compatibilità in miscela. Con il supporto di Enzo Gambin, direttore dell’Associazione interregionale produttori olivicoli, vediamo la strategia d’intervento. Essa si articola principalmente in due fasi distintive.

Il primo trattamento, volto a garantire una copertura totale d’inizio stagione, richiede una dose compresa tra 3,0 e 6,0 kg di caolino per ogni 100 litri d’acqua, corrispondente a una concentrazione del 3–5%, distribuita con un volume d’acqua di 800–1000 litri per ettaro in modo da assicurare un bagnamento omogeneo. Successivamente, si procede con i trattamenti di mantenimento o di ripristino, nei quali la dose si riduce a 2,0–3,0 kg per 100 litri d’acqua (pari al 2–3%). Questi interventi di richiamo vanno programmati tempestivamente a seguito di piogge dilavanti superiori ai 15–20 mm oppure in coincidenza con una forte fase di accrescimento della polpa.

Un aspetto critico risiede nella corretta preparazione della miscela all’interno della botte, dove occorre seguire una regola ferrea: il caolino va sempre versato come ultimo componente, dopo aver riempito la botte d’acqua a metà e mantenendo l’agitatore costantemente in funzione. Per ottimizzare l’applicazione e prolungarne la durata, è consigliabile aggiungere bagnanti o adesivanti biologici specifici, oppure miscelare il caolino con silicato di potassio alla dose di 0,2–0,3 kg per 100 litri d’acqua, impedendo così il rapido dilavamento provocato dai temporali estivi. Durante la distribuzione, è essenziale garantire una bagnatura omogenea sia sulla parte esterna della chioma sia sulle foglie più interne, prestando attenzione ad evitare il gocciolamento eccessivo e programmando gli interventi sempre nelle ore più fresche della giornata.

Infine, occorre valutare attentamente la compatibilità del caolino con gli altri trattamenti estivi. Il prodotto mostra una piena compatibilità con i formulati rameici, quali ossicloruro e idrossido, rendendo questa combinazione particolarmente consigliata all’indomani di una grandinata, poiché il rame si fissa sulla drupa insieme al caolino potenziando l’azione disinfettante contro la Rogna. Al contrario, è parzialmente compatibile con insetticidi e larvicidi come Acetamiprid e Spinosad, verso i quali resta comunque preferibile un’applicazione isolata del caolino, a meno che non si tratti di caolino perfettamente naturale. Viene invece del tutto sconsigliata – sempreché non si tratti di caolino in purezza – la miscelazione con concimi fogliari e biostimolanti, per evitare di alterare la corretta assimilazione dei prodotti e garantire il massimo risultato protettivo.

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Tags: caolino, in evidenza, oliveto, olivo

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