Giorgio Pannelli: “Trattamenti dopo la potatura? Mai”

"La migliore cura è mantenere in buono stato la pianta"
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“I trattamenti vanno effettuati per le malattie, la potatura non è una malattia”. Giorgio Pannelli, tra le personalità più autorevoli dell’olivicoltura e indiscutibile punto di riferimento quando si parla di potatura, stronca sul nascere qualsiasi dibattito attorno agli eventuali prodotti da utilizzare dopo questo tipo di intervento. Al riguardo, l’ex direttore del Crea di Spoleto ha una sua filosofia che ama ripetere: “La potatura va eseguita correttamente, tagliando il minimo indispensabile e rispettando il collare di separazione tra i due rami. Parliamo ovviamente di potatura di produzione, con piante in equilibrio”.
Cosa si intenda per correttamente, Pannelli lo declina in maniera chiara: “Selezionare i succhioni, governare le cime, diradare le branche secondarie. E laddove c’è da compiere un intervento maggiore la regola è semplice: più grande è il taglio, maggiore la distanza del taglio stesso dal collare”.
In un recente articolo dedicato proprio alla potatura, Pannelli aveva già avuto modo di evidenziare su questo nostro giornale un concetto preciso: “I tagli vanno eseguiti nel rispetto delle peculiari modalità di cicatrizzazione dell’olivo: questa specie arborea non cura le ferite producendo un callo di cicatrizzazione come melo, pero o noce. L’olivo usa una strategia basata sulla morte dello strato di tessuto sottostante il taglio cui segue la formazione di barriere di compartimentazione in tutte le direzioni utilizzando le sostanze fenoliche e tanniche di cui dispone ampiamente (energeticamente molto costose), per impedire ai funghi di penetrare all’interno della pianta. Per questo va lasciato un piccolo margine tra il ramo che si taglia e quello su cui poggiava. E soprattutto niente mastice, per carità”.
Per tornare ai trattamenti sull’oliveto di cui si parlava in premessa, l’ex direttore del Crea di Spoleto, conclude: “Vanno fatti regolarmente durante l’anno cosicché, in occasione della potatura, la pianta risulta già protetta. La migliore cura possibile resta infatti quella mantenere sempre in buono stato di salute la pianta. E lo stato di salute della pianta si cura tutto l’anno”.

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