“Sicilia assente al tavolo nazionale sull’olio, è assurdo!”

Frantoiani critici contro il silenzio della Regione: "Un settore che vale 400 milioni lasciato a se stesso. Serve subito un tavolo di crisi"
Economia
Views: 120

di

Pietro Pipitone, presidente ASFO (Associazione Siciliana Frantoi Oleari), il comparto olivicolo italiano sta attraversando una fase particolarmente difficile. Qual è oggi la situazione in Sicilia?
«Siamo di fronte a una delle crisi più drammatiche degli ultimi anni. La siccità ha colpito duramente gli oliveti, mentre i costi di gestione e trasformazione continuano a pesare sulle aziende e i mercati mostrano forti elementi di incertezza. In questo scenario sarebbe indispensabile una presenza forte e autorevole delle istituzioni. Invece, assistiamo a un preoccupante silenzio della politica regionale».

Pietro Pipitone

A cosa si riferisce in particolare?
«Nei giorni scorsi, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, si è riunito il Tavolo Nazionale dell’Olio per affrontare la crisi e individuare strategie e misure di sostegno alla filiera. Erano presenti gli assessori regionali di Puglia, Calabria, Campania e  Basilicata La Regione Siciliana, però, non era presente. La sua sedia è rimasta vuota. È un’assenza che riteniamo ingiustificabile, soprattutto perché nei giorni precedenti erano arrivate garanzie sulla partecipazione delle istituzioni siciliane».

Tra l’altro i numeri dell’isola in fatto di olio non sono trascurabili…

«Infatti, la Sicilia è il terzo pilastro olivicolo nazionale. Parliamo di una filiera che genera un valore primario in campo fino a 280 milioni di euro, che supera i 400 milioni considerando l’indotto della trasformazione. Abbiamo oltre 160.000 ettari coltivati, pari al 12% della SAU regionale, circa 96.000 aziende agricole e 400 frantoi attivi. Non partecipare a un tavolo nazionale nel momento in cui si decide come affrontare la crisi significa rinunciare a rappresentare gli interessi di migliaia di imprese e lavoratori siciliani».

Le associazioni dei frantoiani ASFO e AFO Sicilia hanno già chiesto un confronto con la Regione. Qual è stata la risposta?
«Insieme al presidente di Afo Salvatore Samperi abbiamo inviato un documento congiunto all’Assessorato all’Agricoltura, all’Assessorato alle Attività Produttive e alla Presidenza della Regione, chiedendo l’istituzione immediata di un Tavolo di Crisi Regionale permanente per affrontare l’emergenza olivicolo-olearia. Inoltre, mesi fa avevamo richiesto un incontro con entrambi gli assessorati per discutere e concertare i bandi regionali in fase di pubblicazione e quelli futuri. Volevamo contribuire a calibrare le risorse sulle reali esigenze operative e strutturali di produttori e trasformatori. A oggi, però, l’unica risposta ricevuta è stata il silenzio».

Qual è il ruolo dei frantoi in questa fase?
«I frantoi sono il perno della filiera. Senza trasformazione, il lavoro di decine di migliaia di agricoltori rischia di essere vanificato. I frantoiani stanno sostenendo direttamente i costi di un’emergenza che non riguarda soltanto le singole imprese, ma l’intero sistema olivicolo. È in gioco la tenuta economica e occupazionale di interi territori».

Ritiene che i frantoiani siano stati lasciati soli?
«Sì. E questo è uno degli aspetti che ci preoccupa maggiormente. La politica regionale appare molto presente nelle occasioni promozionali e negli eventi, ma quando si tratta di affrontare concretamente le difficoltà delle imprese e di governare i processi, questa presenza sembra venire meno. Oggi servono decisioni, programmazione e confronto, non passerelle».

Che cosa chiedete concretamente alla Regione Siciliana?
«Chiediamo al Presidente della Regione e agli assessori competenti di uscire immediatamente da questa situazione di immobilismo. La priorità è convocare il Tavolo di Crisi Regionale, renderlo permanente e coinvolgere tutti i soggetti della filiera. Occorre confrontarsi sulle misure da adottare, sulle risorse disponibili e sui bandi, partendo dalle esigenze reali di chi ogni giorno produce e trasforma olio».

Si tratta quindi di una richiesta di sostegno economico?
«Non chiediamo assistenzialismo. Chiediamo rispetto, ascolto e la possibilità di partecipare alle scelte che riguardano il futuro del settore. La filiera olivicola è uno dei simboli dell’eccellenza siciliana e rappresenta un patrimonio economico, produttivo e territoriale che deve essere difeso. La Regione deve tornare a svolgere il proprio ruolo e farlo con tempestività».

Qual è il messaggio che ASFO e AFO Sicilia vogliono lanciare alla politica regionale?
«Il tempo dell’attesa è finito. La crisi non si affronta con il silenzio né con gli interventi occasionali. Serve una strategia condivisa e serve subito. La Sicilia ha il dovere di essere presente quando si discutono le politiche nazionali dell’olio e deve aprire al proprio interno un confronto serio con produttori e trasformatori. Noi siamo pronti a sederci a quel tavolo. Ora chiediamo alla Regione di convocarlo».

Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter qui!

Imposta OlivoNews come fonte di notizie principale su Google News cliccando qui!

Tags: Crisi olio, Frantoi, in evidenza, Sicilia

Potrebbe piacerti anche

Il Mimit convoca i frantoiani ma solo per conoscere una crisi arcinota

Potresti leggere