Olio, sempre più pressante la richiesta dello stato di crisi

Da oltre due mesi Puglia e Calabria invocano il tavolo, ora rilanciato insieme a produttori e frantoiani. Dal Ministero silenzio assoluto o, al massimo, risposte fuori tema
Economia
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La Regione Puglia e la Regione Calabria lo avevano chiesto quasi due mesi fa: sia aperto al Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e Forestale un tavolo per lo stato di crisi del settore olivicolo-oleario al fine di trovare misure straordinarie per far fronte alle enormi ciriticità presenti: alte giacenze, aumento dei costi di produzione, frantoi e stoccatori di olio in forti difficoltà economiche.

Gennaro Sicolo

A sostenere la richiesta erano state poi tutte le altre Regioni d’Italia, con il Veneto, quale Regione capofila del coordinamento agricolo nazionale, guidando i lavori della Commissione Politiche Agricole, a formalizzarla ufficialmente al capo di gabinetto del ministro Lollobrigida.

Risultato? Dal Ministero orecchie da mercante. O meglio, risposte fuori tema, locuzione generosa per non dire fumo negli occhi. Come il lancio dello spot sull’olio italiano che è certamente buona cosa, ma non entra nei temi contingenti; o il rafforzamento della lotta alle frodi, anch’essa certamente utile, ma anch’essa lontano dai problemi evidenziati; o infine la circolare sulla miscelazione di oli per garantire l’extravergine che, come sottolineato subito da OlivoNews e da chiunque conosca la materia, non può avere effetti giuridici e soprattutto, anche in questo caso, non affronta i temi centrali posti dal settore olivicolo-oleario.

Il folto pubblico di operatori intervenuto

Ecco dunque che dalla Calabria si rinnova la richiesta al Masaf: aprire subito un tavolo di crisi. Lo ha assicurato l’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, che pure è dello stesso schieramento politico del governo nazionale e che insieme all’assessore regionale all’agricoltura della Puglia, Francesco Paolicelli, aveva dato il là alla prima richiesta.

L’annuncio è arrivato durante l’incontro “Olivicoltura calabrese: criticità di mercato, ruolo delle Op e strategie per la prossima campagna”, promosso dal Comitato olivicolo delle cooperative calabresi. In una  sala gremita di produttori, olivicoltori, trasformatori, imbottigliatori e anche commercianti è stato illustrato un documento nel quale vengono analizzate le principali difficoltà che stanno interessando il comparto e indicate alcune proposte ritenute necessarie per sostenere le aziende e rilanciare la produzione regionale.

Luigi Canino

«Il settore – vi si legge – sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi decenni. La contemporanea presenza di prezzi di mercato insostenibili, l’aumento dei costi di produzione, la forte pressione competitiva degli oli provenienti dall’estero e la riduzione della redditività aziendale rischia di compromettere in modo irreversibile un comparto strategico per l’economia».

Sullo sfondo la preoccupazione espressa dai frantoiani con il rischio di non poter ritirare quest’anno le olive sia perché hanno i serbatoi pieni di olio, sia perché non hanno la liquidità per pagarle.

Gianluca Gallo

Nel suo intervento, l’assessore Gallo ha ricordato le misure già adottate dalla Regione a sostegno della filiera: piano olivicolo con 50 milioni stanziati, fondi Pnrrr per l’ammodernamento dei frantoi, sostegno ai produttori che imbottigliano e fanno qualità. Ora però, la sfida maggiore: spingere il Ministero ad aprire questo benedetto tavolo di crisi nazionale e individuare misure concrete.

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Tags: Calabria, Crisi olio, Frantoi, giacenze olio, in evidenza, olio extravergine

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