A circa un mese dall’inizio della raccolta delle olive, la gestione della difesa fitosanitaria negli oliveti richiede una riflessione strategica che va oltre la semplice efficacia di contenimento dei parassiti.
Con l’avvio dell’invaiatura e il progressivo accumulo lipidico nelle drupe, ogni intervento chimico deve tenere conto dell’Intervallo di Sicurezza o Tempo di Carenza (PHI), che indica i tassi di degradazione delle sostanze attive presenti nel prodotto utilizzato.
A questo vanno aggiunte le evoluzioni normative degli ultimi anni sui Limiti Massimi di Residui da fitofarmaci (LMR) del Ministero della Salute agli allegati II e III del Regolamento (CE) n. 396/2005.
Per l’olivo, comunque, al momento non si hanno variazioni rispetto allo scorso anno. Riportiamo un quadro sintetico delle principali opzioni insetticide impiegabili contro la mosca dell’olivo a ridosso della raccolta, analizzate in base alla loro effettiva modalità d’azione, ai vincoli dei disciplinari regionali di difesa integrata e al profilo dei residui.

Le molecole insetticide riportate in tabella non si comportano tutte allo stesso modo durante i processi di estrazione meccanica dell’olio, a causa della loro diversa affinità con l’acqua o con i grassi:
Acetamiprid: è tra i citotropici più impiegati a fine stagione. All’interno della drupa viene metabolizzato nel suo metabolita primario IM-2-1. Durante la gramolazione e la separazione nel decanter, sia la molecola madre sia il metabolita si legano all’acqua di vegetazione, venendo prevalentemente allontanati dalla frazione lipidica (olio).
Flupyradifurone (Sivanto Prime): presenta un comportamento simile all’Acetamiprid per via della sua spiccata idrofilia. Tende a concentrarsi quasi esclusivamente nelle acque di lavaggio e di vegetazione, riducendo al minimo il rischio di trasferimento nell’olio estratto.
Deltametrina: a differenza dei precedenti, non penetra nella polpa (non è citotropica) ma agisce per contatto, depositandosi sulla cuticola esterna della drupa. Essendo una molecola fortemente lipofila e resistente al dilavamento, durante la frangitura e la gramolazione la cuticola viene frantumata: se non si rispettano rigorosamente i tempi di carenza, la deltametrina potrebbe migrare dalle bucce verso i lipidi, rimanendo rinchiusa nella frazione oleosa.
La gestione cautelare nel settembre 2026
I tempi di carenza (PHI) riportati in etichetta sono definiti sulla base di rigorosi studi scientifici, autorizzati dalle autorità competenti, e garantiscono appieno la conformità di legge del raccolto e dell’olio ai Limiti Massimi di Residuo (LMR).
Alla luce delle temperature elevate previste per il mese di settembre, però, e della potenziale disidratazione delle drupe, le dinamiche di ripartizione tra acqua e lipidi durante la fase di molitura possono variare. Nelle filiere che mirano a capitolati commerciali particolarmente restrittivi o a certificazioni di “Residuo Zero”, con soglie analitiche inferiori ai limiti di legge per soddisfare la GDO o i mercati esteri, i tecnici e i frantoiani possono valutare un ampliamento volontario dell’intervallo d’attesa. Si tratta di una misura prudenziale e gestionale rivolta all’eccellenza commerciale, che affianca e valorizza la corretta applicazione delle prescrizioni di etichetta.
Finestra da -40 a -25 giorni dalla raccolta
Al superamento della soglia d’intervento (4-5% di infestazione attiva da Bactrocera oleae), è ancora opportuno ricorrere a insetticidi citotropici o sistemici ad azione curativa come Acetamiprid o Flupyradifurone, sfruttando l’ampio margine temporale per consentire il completo smaltimento dei principi attivi.
Finestra da -25 a 0 giorni dalla raccolta
La difesa deve virare esclusivamente su prodotti a residuo zero o a rapida degradazione. Trovano spazio le esche proteiche adulticide, le trappole Attract & Kill, l’Azadiractina (per bloccare lo sviluppo larvale e scoraggiare l’ovideposizione), il piretro naturale, la Beauveria bassiana e i protettivi/antideponenti come caolino calcinato, distillato di legno o altre polveri di roccia.
La gestione consapevole dei tempi di carenza e della solubilità dei metaboliti rappresenta la miglior tutela per proteggere il valore commerciale dell’olio extravergine di oliva e garantire la massima trasparenza sul mercato.
Direttore AIPO
Associazione Intereegionale
Produttori Olivicoli




















