Vetro o lattina? La scelta di Quinti coerente con la propria filosofia aziendale

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Omaggeresti il tuo ospite con una lattina di olio o di vino?
Potresti considerare la domanda come una provocazione, tuttavia non è così. Infatti se negli ultimi anni ci siamo abituati a degustare ricercate bottiglie di birra sotto la spinta data dalla nascita di tanti birrifici artigianali, in un futuro, non tanto lontano, potremmo assistere a un trend diverso e portare in tavola una lattina di vino ad esempio.
Per anni siamo stati abituati a utilizzare alcune frasi come: “mi hanno regalato una bottiglia di ottimo vino”, “prendi dal freezer una lattina di birra”, “metti in tavola l’ampolla dell’olio” e questo perché a ogni liquido associavamo facilmente i contenitori con cui consuetamente venivano immessi nel mercato: il vetro per olio, vino, spiriti; la lattina tipica della birra. Oggi tutto questo potrebbe cambiare, o meglio è già cambiato, dato che, come abbiamo detto, ci siamo abituati a comprare bottiglie di birra, ma anche olio in latta e presto ci abitueremo ad acquistare lattine di vino, forse.
Negli ultimi anni il vetro, da tanti considerato il materiale per eccellenza per poter conservare determinati liquidi, risulta sempre più difficile da reperire, oltre ad avere problemi in termini di prezzo e di qualità. Molti imbottigliatori infatti lamentano il fatto che anche all’interno della stessa partita ci siano bottiglie che presentano diversità, motivi per cui la latta potrebbe essere un buon sostituto: più leggera da trasportare, e quindi minore incidenza dei costi di trasporto, minore ingombro in sede di smaltimento, a differenza della bottiglia di vetro può infatti essere schiacciata, infine molto meno fragile del vetro per cui meno soggetta a rotture.
Tutti questi aspetti hanno sicuramente favorito la diffusione di questo materiale in una serie di applicazioni. Soft drink, birra, olio, sono facilmente reperibili in questo contenitore tanto che la cosa non ci stupisce. E c’è chi inizia a utilizzarlo anche per liquidi insospettabili come il vino. Tanto che in futuro potrebbe diventare una cosa normale trovare nelle nostre tavole una lattina di vino, piuttosto che di olio.
Ci abitueremo a questi cambiamenti?
A giudicare da quanto accaduto in passato, la riposta potrebbe essere positiva, basti pensare al fatto che liquidi essenziali come latte e acqua, che una volta venivano conservati solo nel vetro, ad oggi si possono reperire in contenitori realizzati con materiali svariati. A seconda ad esempio della destinazione d’uso, l’acqua può essere conservata in materiale plastico o in vetro. La vera domanda che dovremmo porci quindi non dovrebbe essere questa, quanto piuttosto se saremmo disposti a spendere la stessa cifra per una bottiglia di vino in vetro e una lattina di vino o per una bottiglia di olio ed una lattina di olio. Infatti siamo abituati adesso a considerare il vetro come un materiale nobile, in grado di preservare anche certe caratteristiche organolettiche proprie di certi prodotti, oltre che a riconoscerlo proprio di certi ambienti, basti pensare all’esempio dell’acqua in vetro, tipicamente servita in locali o alberghi di categoria elevata. Con questo non vogliamo dire che i prodotti di qualità e appartenenti a certi segmenti di mercato possano essere contenuti solo nel vetro, né tantomeno che quelli che non lo sono non rispondano a criteri di qualità.
Esiste infatti un materiale migliore dell’altro?
Difficile dirlo, o meglio non esiste una risposta univoca a questa domanda. Un materiale potrebbe essere migliore di un altro a seconda del campo applicativo, ad esempio, oltre che a seconda del liquido contenuto. Addirittura potrebbe verificarsi il caso in cui lo stesso liquido possa essere contenuto in due diversi contenitori perché diversi sono i campi applicativi, l’olio in latta per la cucina di un ristorante e lo stesso olio in vetro per il tavolo del medesimo ristorante.
E noi costruttori di macchine imbottigliatrici cosa dovremmo aspettarci da questi cambiamenti?
In Quinti ci siamo posti questa domanda, abbiamo ascoltato il mercato e i nostri clienti e, ad oggi, seppur rischiando di perdere delle possibilità di soddisfare alcune richieste, abbiamo deciso di proseguire sulla strada già intraprese. Questo non perché non crediamo nella diffusione di nuovi materiali, o perché crediamo che un materiale sia superiore all’altro, ma semplicemente perché la nostra scelta ci sembra coerente con la nostra filosofia: fare macchine dedicate a chi fa del packaging, della finitura per certi versi maniacale, la loro “arma” vincente. Per cui continueremo a produrre soluzioni per chi fa del vetro la sua scelta.
In questo articolo abbiamo risposto ad una domanda che vi abbiamo posto all’apparenza in modo provocatorio, tuttavia alla luce di quanto detto la provocazione non è poi così apparente.
Se è vero infatti che ci sono dei forti sviluppi applicativi legati alla diffusione della lattina, dovuti a una serie di motivi, è forse pur vero che ancora tendiamo a considerare il vetro come un materiale associabile molto facilmente a un certo tipo di qualità, intesa in senso ampio, che sia legata al segmento di mercato in cui voglio posizionarmi, o che sia legata alle caratteristiche del liquido contenuto. Senza per questo nulla togliere alla latta, che rappresenta un buon materiale per tutta una serie di benefici che si possono trarre dal suo utilizzo. La verità è che spesso ci sono delle situazioni in cui pur adeguandoci al cambiamento, non riusciamo a lasciarci alle spalle certi “stereotipi”. Nonostante questo, non esiste un materiale superiore ad un altro, solamente un materiale più adatto a un liquido piuttosto che ad un altro, a una destinazione o a un’altra e anche, perché no, un materiale più in linea con una determinata consuetudine.

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