L’olivo è tra le colture più adattate al clima mediterraneo, ma siccità sempre più frequenti, temperature elevate e crescente salinità dei terreni e delle acque di irrigazione ne stanno mettendo a dura prova la resistenza. In questo scenario, gli estratti di alghe marine stanno emergendo come biostimolanti naturali capaci di sostenere la risposta dell’albero agli stress ambientali.
Tra le specie più studiate c’è Ascophyllum nodosum, un’alga bruna dalla quale si ricavano preparati impiegati in agricoltura per favorire lo sviluppo delle piante e aumentarne la capacità di reagire alle condizioni avverse. Le ricerche citate da OliveNews.gr evidenziano effetti interessanti soprattutto in presenza di carenza idrica e salinità.
Più resistenza alla siccità

La scarsità d’acqua è uno dei principali fattori che limitano la produttività dell’oliveto. Studi condotti sulle varietà Arbequina e Galega hanno mostrato che l’applicazione di estratti di Ascophyllum nodosum può sostenere la crescita e l’attività fotosintetica anche in condizioni di stress idrico. È stata inoltre osservata l’attivazione di geni coinvolti nei meccanismi di difesa dalla disidratazione e dalle alte temperature.
L’albero riesce così a mantenere una migliore funzionalità fisiologica quando la disponibilità d’acqua diminuisce, aumentando la propria capacità di adattamento.
Crescita e nutrizione

Gli effetti positivi riguardano anche lo sviluppo vegetativo. Su olivi della varietà Zard, i trattamenti hanno determinato una maggiore lunghezza dei nuovi germogli, un aumento del diametro del tronco e una più ampia superficie fogliare. È stato inoltre rilevato un maggiore contenuto di clorofilla, associato a una fotosintesi più efficiente.
Gli estratti algali possono favorire anche l’assorbimento e l’utilizzo di nutrienti essenziali come azoto, fosforo e potassio, oltre a elementi quali ferro e rame. Ne deriva un apparato vegetativo più vigoroso e un migliore equilibrio nutrizionale.
Frutti più sviluppati e maggiore qualità

I benefici possono estendersi alla produzione. Le ricerche indicano un aumento del rapporto tra polpa e nocciolo, con frutti più sviluppati, e un incremento del contenuto di olio in determinate condizioni. È stata inoltre osservata una maturazione più uniforme, caratteristica interessante sia per la produzione di olio sia per quella di olive da tavola.
Un aiuto contro la salinità
La salinità costituisce un problema crescente in diverse aree olivicole. Studi condotti sulla cultivar Kalamata hanno evidenziato che i trattamenti fogliari con estratti di alghe possono migliorare il contenuto di clorofilla, l’allegagione e la permanenza dei frutti sulla pianta. Sono stati inoltre registrati incrementi della produzione per albero e miglioramenti di parametri qualitativi come peso, dimensione, consistenza e contenuto di olio. In alcune prove, l’associazione con estratti di Moringa oleifera ha prodotto risultati ancora più favorevoli.
Difese naturali più attive
Gli estratti algali possono contribuire anche al rafforzamento delle difese naturali dell’olivo. Polisaccaridi e composti fenolici presenti nell’alga agiscono come biostimolanti, attivando alcuni meccanismi di risposta della pianta nei confronti dei patogeni.
Non sostituiscono i prodotti fitosanitari quando necessari, ma possono rappresentare uno strumento complementare per sostenere la salute e la capacità di reazione dell’albero.
Una strategia complementare
Gli estratti di alghe non sono una soluzione autonoma ai problemi dell’olivicoltura: devono essere inseriti in una corretta gestione dell’irrigazione, della nutrizione e dell’intero oliveto. Le evidenze disponibili indicano tuttavia che Ascophyllum nodosum può contribuire a rendere le piante più resilienti a siccità, caldo e salinità, sostenendo crescita, produttività e qualità.
In un Mediterraneo sempre più caldo e caratterizzato da precipitazioni irregolari, questi biostimolanti possono quindi diventare uno degli strumenti complementari per adattare l’olivicoltura alle nuove condizioni climatiche.
















