Bosco Monini, prende corpo il progetto di un milione di olivi

Già messe a dimora oltre 650 mila piante tra Umbria e Toscana
Mercato alimentare in Italia
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Un milione di nuovi olivi nel cuore dell’Italia entro il 2030, di cui oltre 650 mila già piantumati tra Umbria e Toscana e coltivati al 100% in regime biologico. Monini presenta i primi risultati del progetto Bosco Monini, avviato due anni fa, sottolineato che il nuovo “polmone verde”, realizzato prevalentemente su terreni abbandonati e riqualificati, “ha un forte impatto ambientale: le nuove piante proteggono la salute del terreno e lo preservano da rischi di erosione, tutelano la ricchezza dell’olivicoltura italiana e delle sue cultivar e instaurano un sistema virtuoso di salvaguardia della biodiversità”.
Gli alberi consentiranno di sequestrare fino a 50 mila tonnellate di anidride carbonica in 10 anni.
“Con questo progetto – spiega Zefferino Monini, presidente e ad dell’azienda (nella foto) – vogliamo contribuire a promuovere un’olivicoltura di qualità che sia italiana fin dall’origine e che sia sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. L’olivo rappresenta per la nostra famiglia la vita da oltre tre generazioni e con questo progetto vogliamo difendere il nostro futuro e quello di chi verrà dopo di noi”.
L’azienda Monini, forte di 136 dipendenti, ha prodotto nel 2021 circa 35 milioni di litri di olio, con un fatturato di 159 milioni, il 48% del quale prodotto attraverso la commercializzazione in 71 paesi all’estero.
Il centro polifunzionale Monini è il Frantoio del Poggiolo, sulle colline di Spoleto, supportato da impianti Pieralisi che contribuiscono alle produzione di un extravergine di qualità.

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