Ecco la mosca orientale, pericolo o falso allarme per i nostri oliveti?

Le differenze biologiche rispetto alla mosca dell'olivo e i dati dei monitoraggi territoriali per comprendere l'effettivo livello di rischio
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Negli ultimi tempi si torna a parlare di Bactrocera dorsalis, nota come mosca orientale della frutta. I ritrovamenti avvenuti negli anni in alcune aree frutticole italiane e i conseguenti Piani di Sorveglianza attivati dai Servizi Fitosanitari Regionali hanno sollevato l’attenzione del mondo agricolo.

Essendo una “cugina” della nostra comune mosca dell’olivo (Bactrocera oleae), tra gli olivicoltori è sorto il quesito se rappresenta una minaccia concreta per i nostri oliveti. Originaria dell’Asia tropicale, la Bactrocera dorsalis è un dittero tefritide altamente invasivo e inserito dall’Unione Europea tra gli organismi da quarantena.

A differenza della mosca dell’olivo, che è un parassita specializzato quasi esclusivamente sulle olive, la mosca orientale è estremamente polifaga, le sue larve possono svilupparsi sui frutti di oltre 400-470 specie vegetali, prediligendo fruttiferi come agrumi, pesche, mele, fichi e colture orticole come il pomodoro. Al momento non si registrano presenze negli oliveti.

I monitoraggi territoriali condotti dai Servizi Fitosanitari (tramite fitte reti di trappole attivate con attrattivi specifici come il metileugenolo) hanno rilevato presenze occasionali o circoscritte legate quasi esclusivamente alla frutticoltura da mensa e alle zone di transito merci.

Conoscere la sua morfologia, però, da sicurezza. Nonostante l’affinità tra la mosca dell’olivo e la mosca orientale ci sono differenze facilmente distinguibili a un occhio attento: l’adulto di mosca orientale è lungo circa 8 mm, quasi il doppio della mosca dell’olivo (che misura 4-5 mm); inoltre, presenta un caratteristico disegno nero a forma di “T” sull’addome e ha delle bande gialle ben visibili (vitte) sui lati del torace.

La priorità di difesa negli oliveti rimane la Bactrocera olea. Tuttavia, mantenere la guardia alta e segnalare tempestivamente ai Servizi Fitosanitari Regionali la presenza di ditteri anomali nelle trappole di monitoraggio è una buona pratica per salvaguardare l’intero patrimonio agricolo del territorio.

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Tags: in evidenza, Mosca dell'olivo, oliveto

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