Olivo: la fase critica tra crescita della drupa, stress e difesa

Sviluppo delle olive, inolizione e caldo estivo mettono alla prova l'olivo. Utili piccole lavorazioni del terreno e monitoraggio della mosca
Tecnica
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Siamo nella fase in cui l’olivo entra nel tratto più delicato della stagione: il frutto cresce, si espande, modifica la propria fisiologia e richiede un equilibrio preciso tra disponibilità idrica, temperatura e capacità fotosintetica della chioma.

La pianta deve sostenere contemporaneamente la divisione cellulare, l’espansione dei tessuti, l’indurimento dell’endocarpo e l’avvio della sintesi lipidica. Sono processi geneticamente programmati, ma modulati dall’ambiente, l’acqua rimane il fattore che più di ogni altro determina la qualità finale del raccolto.

Una carenza idrica precoce altera il rapporto polpa/nocciolo, mentre la disponibilità idrica nella terza fase di crescita influenza direttamente la dimensione finale della drupa e il contenuto di olio.È in questo equilibrio che si inserisce l’inolizione, la fase in cui gli zuccheri prodotti dalla fotosintesi vengono convertiti in lipidi e accumulati nel mesocarpo.

L’oleogenesi è sensibile sia alla temperatura sia all’acqua: un olivo ben idratato produce frutti più grandi e con maggiore contenuto lipidico; uno stress idrico prolungato riduce sia la pezzatura sia la resa in olio.
In agosto, quando le massime superano i 33°C, la crescita vegetativa rallenta notevolmente; il risultato è un olivo meno vigoroso, meno efficiente e più vulnerabile agli stress biotici.

Le operazioni agronomiche in questo periodo sono date da leggere lavorazione del terreno nelle interfile, ad anni alterni. Questa operazione, oltre alla conservazione dell’umidità del suolo e al miglioramento dell’infiltrazione dell’acqua piovana o irrigua, contribuisce anche alla riduzione della compattazione del terreno, favorendo una maggiore disponibilità di ossigeno per le radici. Durante questo mese, l’apparato radicale dell’olivo entra in una fase di ridotta attività, per le elevate temperature e della scarsa disponibilità idrica, in queste condizioni, l’assorbimento dei nutrienti e il metabolismo radicale risultano rallentati.

È per questo che una leggera lavorazione del suolo, mirata e non invasiva, può favorire il ritorno dell’ossigeno negli strati superficiali, migliorando le condizioni microambientali attorno alle radici e sostenendo la loro attività.
Stress idrico e termico

Le alte temperature possono ridurre la fotosintesi e aumentare la cascola nei terreni non irrigui; per limitare questi stress le polveri di roccia contribuiscono a contenere l’evapotraspirazione.

Questi giorni sono caratterizzati da una continuazione del caldo, ma con notti più lunghe e più umide, condizioni che mantengono la mosca dell’olivo potenzialmente attiva in tutte le regioni. Le olive sono fisiologicamente recettive e la difesa deve basarsi su monitoraggio stretto, soglia di infestazione attiva e interventi mirati.

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Tags: in evidenza, inolizione, olio, Olive, olivo

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