Zeolitite, questa sconosciuta. Efficace anche contro la mosca

Gocce d'olio: la rubrica di Marco Antonucci
Gocce d'olio
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È possibile trovare in commercio un prodotto molto economico, inerte, di origine naturale che consente di ridurre la somministrazione di acqua e al tempo stesso protegge dagli attacchi della mosca: la zeolitite. Si tratta di una roccia di origine vulcanica, molto diffusa in Italia. Con il termine zeolitite si definiscono tutte quelle rocce che contengono almeno il 50% di una o più minerali che fanno parte della famiglia delle zeoliti.
Ha un basso costo (indicativamente 50 centesimi al chilo), è classificata come prodotto non pericoloso, ignifuga, inodore, non reagisce con altre sostanze, non è solubile, può essere trasportata con qualsiasi veicolo e non sono necessarie precauzioni ambientali per l’uso o lo stoccaggio. Proprio per tutti questi motivi la zeolitite è ammessa da anni come ammendante dei substrati di coltivazione e dei terreni agricoli anche in regime biologico. In frutticoltura e soprattutto nella coltivazione della vite è impiegata da decenni con ottimi risultati, in quanto il suo utilizzo nella messa a dimora delle nuove piante porta dei vantaggi singolari perché incrementa la ritenzione idrica del terreno (fino a 350 cc per Kg di prodotto) e quindi l’acqua disponibile, soprattutto nei terreni sabbiosi e nei substrati inorganici.
La zeolitite ha sostanzialmente una grande abilità nel selezionare e trattenere l’azoto e il potassio (e altri elementi nutritivi) contenuti nei fertilizzanti, aumentandone di conseguenza la concentrazione. La sua enorme capacità di scambio cationico (CSC) fa sì che questi nutrienti vengano poi rilasciati intorno agli apparati radicali a seconda della necessità della pianta, potenziandone la radicazione, soprattutto quella laterale e i peli radicali. Questo modo di interagire diminuisce il dilavamento dell’azoto e degli elementi nutritivi apportati con i fertilizzanti riducendone di conseguenza il consumo e la dispersione nel terreno.
Recenti sperimentazioni hanno dimostrato che unendo al terreno la zeolitite è possibile ridurre fino al 30% la somministrazione di acqua irrigua o naturale che sia, allungando gli intervalli di erogazione o riducendo le quantità ad ogni singolo intervento: un risparmio ambientale notevole, soprattutto in aree a elevata carenza idrica.
Inoltre, si può risparmiare fino al 25% sulla quantità di elementi nutritivi/concimi che devono essere apportati al terreno, con notevoli vantaggi economici e ambientali.
Ovviamente questi risultati si raggiungono sia nella coltivazione delle piante da frutto, sia nella coltivazione dell’olivo.
Come si usa? Presto detto: la zeolitite macinata (0,2 – 8,0 mm) va distribuita in modo uniforme sulla superficie della coltivazione per poi essere interrata con una lavorazione superficiale leggera che interessi i primi 15-20 cm del terreno. La quantità da utilizzare dipende dalla sua composizione in percentuale, dalla natura del suolo, dalla sua granuolometria, informazioni queste solitamente indicate sulle confezioni.
Dal terreno… alle foglie: la zeolitite – in questo caso micronizzata – irrorata sulla chioma forma un sottile strato di particelle minerali che offrono una protezione dal surriscaldamento abbassando la temperatura della pianta senza interferire con gli scambi gassosi. Se correttamente dosata riflette la luce solare offrendo un livello di protezione molto alto, riducendo la radiazione ultravioletta e infrarossa e migliorando quella necessaria alla fotosintesi, protegge e rinforza la cuticola fogliare, riduce il periodo di bagnatura e l’evapotraspirazione della superficie vegetale, non crea problemi durante la raccolta perché non richiede tempi di carenza e un semplice lavaggio con acqua elimina il prodotto dai frutti.
La sua particolare morfologia cristallina rende le superfici irrorate scabrose, creando una barriera protettiva contro la mosca che percepisce una sostanza estranea e quindi non deposita le uova; la capacità di disidratazione reversibile riduce i danni ai germogli dovuti alle forti escursioni termiche e assorbe i veli d’acqua, riducendo la possibilità di germinazione di spore; la presenza di silicio infine offre un’azione sterilizzante dopo le potature e ha un’attività di assorbimento dell’etilene, gas che le piante possono produrre in caso di stress.
Per ottenere questi benefici e in particolare la protezione dalla mosca è di fondamentale importanza la modalità di preparazione e di utilizzo del prodotto.
Innanzitutto, deve essere altamente micronizzato (particelle inferiori ai 5/6 μm: più sono sottili e meglio è) e deve essere irrorato con un apparecchio dotato di agitatore perché il minerale non si scioglie in acqua, restando prevalentemente in sospensione, seguendo le indicazioni del produttore: si può dare un’indicazione puramente esemplificativa di 2 – 5 Kg per 100 litri di acqua.
È molto importante la distribuzione uniforme sulle piante piuttosto che gli strati di applicazione perché è fondamentale creare una sorta di “pellicola” senza soluzione di continuità.
L’irrorazione deve essere fatta in giornate di sole prima della deposizione delle uova oppure subito dopo le potature; il trattamento va fatto mensilmente ma può essere ripetuto più volte, senza nessuna controindicazione.
Purtroppo, una forte pioggia comporta un facile dilavamento della zeolitite e pertanto, in caso di stagioni molto piovose, si rende necessario effettuare molti trattamenti per ottenere una corretta protezione: poco male, perché il prodotto, una volta dilavato, continua il suo lavoro, disperdendosi nel terreno.

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