I ritmi della mosca dell’olivo: quando si sveglia, quando dorme, quando agisce

Due i picchi di attività del parassita nel corso della giornata, ed è il secondo quello dove i danni possono essere maggiori per gli olivicoltori
Tecnica
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Attivazione al mattino (“si sveglia”)
La mosca inizia ad attivarsi all‘alba, non appena la luce del sole riscalda l’ambiente e la temperatura supera la soglia minima di attività (indicativamente attorno ai 12–14 °C). Nelle prime ore del mattino le femmine e i maschi si dedicano principalmente alla nutrizione (cercando melata, sostanze zuccherine e batteri sulla vegetazione).

Fase di riposo serale/notturno (“si addormenta”)
L’attività cessa completamente con il tramonto. Quando la luce solare decade e le temperature iniziano a scendere, la mosca entra in uno stato di quiescenza notturna: si rifugia nella pagina inferiore delle foglie (soprattutto nelle parti più interne e riparate della chioma) e vi rimane immobile per tutta la notte.

La pausa pomeridiana nelle giornate calde
Un aspetto fondamentale da considerare riguarda il comportamento estivo: la mosca non è attiva in modo continuo durante tutto il giorno.

Stasi estiva nelle ore centrali: se le temperature superano i 30-32 °C (condizione frequente nei mesi estivi), la mosca entra in una fase di inattività temporanea durante le ore più calde della giornata. Cerca ombra all’interno della vegetazione ed evita di volare per non disidratarsi.

I due picchi di attività: durante le giornate calde, la sua attività si concentra quindi in due finestre temporali:

  • prima mattinata: fino a circa le 10:00 – 11:00;
  • tardo pomeriggio/tardo pomeriggio-sera: dalle 17:00-18:00 fino al tramonto (momento in cui si registrano spesso i picchi di accoppiamento e di ovideposizione).

In sintesi: la mosca dorme durante tutta la notte, entra in “pausa” durante la calura pomeridiana ed è al massimo della forma nelle ore fresche del mattino e del tardo pomeriggio.

Situazione fitosanitaria
I cambiamenti climatici e la fase di maturazione delle olive sono favorevoli alle infestazioni da Mosca delle olive; siamo pure in presenza di una terza generazione estiva di mosca, considerata la più aggressiva. Esiste, pertanto, un significativo rischio di aumento delle infestazioni e una stabilizzazione delle condizioni climatiche.

Le sostanze attive da utilizzare in caso di necessità sono:
Adulticidi ovo-larvicidi: Acetamiprid (massimo 2 trattamenti l’anno – esempio Epik SL o Kestrel) e Flupyradifurone (Sivanto Prime – massimo 1 trattamento l’anno), Piretro, Bacillus thuringiensis, Azadiractina, Deltametrina;

Esche insetticide a base di Cyantraniliprole (Exirel Bait – massimo 3 trattamenti l’anno) o di Spinosad per il biologico (massimo 8 trattamenti l’anno).

Si ricorda che le esche avvelenate hanno un intervallo di efficacia di 12-15 giorni e sono dilavabili con le piogge. Durante l’esecuzione del trattamento, lo spruzzo va indirizzato verso parti della pianta prive di olive.

Gli olivicoltori che hanno adottato strategie con prodotti repellenti o antideponenti, come polveri di roccia (basalti, bentoniti, caolini, talco, zeoliti) dovrebbero controllare la copertura se persa ripetere l’intervento.

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Tags: in evidenza, Mosca dell'olivo

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